spending rewiew e pervicacia

I tre  più importanti organi costituzionali e ,cioè, il corpo elettorale (con un referendum dai risultati pleiscitari), Il Governo (col ddl 3396 di quest’ anno) e il Parlamento  con la recentissima conversione in legge  dell’ appena citato decreto hanno stabilito  la fine delle otto provincie sarde e l ‘accorpamento di tutte nella sola Cagliari. Sull fatto che tali importantissimi organi abbiano (nel caso del Governo per “necessità e urgenza”) detto a chiarissime lettere che le provincie sono non solo inutili ma un peso economico che la collettività con può più sostenere i rappresentanti di questi enti fanno orecchie da mercante e rimangono ai loro posti aggrappandosi a specchi giuridici che rischiano di diventare pericolosi. Al di là delle considerazioni tecniche come si fa a no capire quando non si è più graditi. E’ una questione che travalica la politica è il diritto. Rimanere in un posto nonostante i ripetuti inviti da parte di chi ne ha diritto per liberarlo è prima di tutto una questione di buona educazione. In altri tempi i partiti avrebbero invitato i propri iscritti a seguire la volontà popolare e di organi costituzionalmente superiori, ma oggi come oggi quelli che si autodefiniscono partiti sembrano occupati solo ad allontanare una fine inevitabile e che, più probabilmente, è già arrivata. I loro “leader”, dal carisma inesistente e dalla credibilità completamente persa,  più che a controllare la correttezza dei propri esponenti sono impegnati ad andare in tv a sproloquiare su crisi e quant’ altro senza rendersi conto che ad ogni apparizione televisiva perdono migliaia di voti ingoiati da un vortice di cupio dissolvi che poco sarebbe poco interessante se riguardasse solo loro, ma purtroppo riguarda tutto il paese. A livello locale gli esponenti di questi partiti rimangono pervicacemente attaccati a poltrone che di fatto gli sono state sfilate da sotto da un referendum popolare, da un decreto legge e da una legge.

La situazione di Tempio Pausania sfiora in paradosso. Nella cittadina, solo perché capoluogo di provincia (???), ci sono 30 consiglieri comunali e otto assessori per meno di quindicimila abitanti. In proporzione Nuova Delhi dovrebbe avere un consiglio comunale di oltre 32.000.000 (!) membri e circo 900 assessori , Roma circa 9.000 consiglieri comunali e 200 assessori. Nella cittadina fioccano battute del genere “ci sono più membri della commissione urbanistica che progetti di case da costruire” o slogan come ”un turista un assessore”.  Naturalmente, non è questo il caso ma spesso la pervicacia sprofonda nel ridicolo.

Lucio Ghezzo

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