Se finisse il Carnevale

 Proviamo a dare delle risposte, più che altro fare alcune ipotesi, rispettando però a priori il duro ed incessante lavoro di coloro che per un intero anno si dannano l’anima per allestire le classiche parate in costume e i vivaci e colorati carri, vero trionfo negli ultimi anni dell’arte dei cartapestai.

1) Il tempiese medio (patetico), quello che ha risparmiato (beato lui!) quei pochi soldini in queste stagioni di assoluta indigenza, avvertita come non mai proprio dalla classe media, non troverà più una ragione di vita e cercherà di vivere il resto dell’anno in costume da Gabibbo, portandoselo anche in ufficio…giusto per non dimenticare. I suoi colleghi, anch’essi affranti, appartenenti alla medesima categoria, per rispetto nei suoi confronti, ed anche per non fargli mancare la solidarietà, addobberanno le stanze con stelle filanti e coriandoli. In ogni ufficio ci sarà una cucina dove verranno sfornate tutte le sere le frittelle lunghe e il moscato annaffierà la cocente delusione;

 2) Il tempiese medio (irriducibile), quello che ha risparmiato di più, modificherà la sua auto, colorandola a strisce gialloblù (tifoso del Chievo Verona) scoperchiandola ed anche in pieno inverno viaggerà sul suo cabriolet improvvisato, strombazzando con un clacson gracchiante e gettando coriandoli ai passanti che lo vedranno come un eroe dei nostri tempi, l’ultimo valoroso che non si vuole arrendere alla catastrofe della fine del Carnevale;

 3) Il tempiese medio (infoiato), quello che aspetta il Carnevale come sola opportunità di avere un coito, spinto dalla convinzione che a Carnevale ci riescono tutti, sarà costretto a rimediare con qualche bambola gonfiabile o rivolgersi alle mestieranti che però non saprà come pagare. Tristezza inevitabile lo coglierà e si iscriverà anche lui al O.G.M. (Orgasmo Generale Manuale);

 4) Il tempiese medio (indifferente), quello che il Carnevale non l’ha mai visto come la festa migliore della città, quasi mai coinvolto in mascherate, ballerino mancato a causa di una marcata zoppia che gli ha contrassegnato la dinamicità, dirà: “Chi se ne frega!”. Insensibile al fascino e al populismo becero dei carnevali. in qualche modo, ne sarà felice!

 Non so in quale categoria il lettore può essere inquadrato ma, se dovesse essere in una delle prime due, certamente subirà dei contraccolpi pericolosi per la sua psiche mentre l’indifferente continuerà la sua vita, già soffocata dalle ristrettezze economiche in corso, e forse riprenderà a camminare in maniera più consona mentre l’infoiato non ragionerà più con la mente ma col braccio.

 Lungi da me pensare che il Carnevale non ci debba stare! Anzi, in virtù di una mia “non appartenenza” a nessuna delle quattro categorie indicate, vi dico solo: Buon Carnevale a tutti!

Antonio Masoni

Lucio Ghezzo

0 pensieri su “Se finisse il Carnevale

    1. Alla categoria di chi a Carnevale scrive un proprio pensiero assurdo che non credo si configuri nella banalità. Tu sei un carnevalaio? Se lo sei ne sono felice. Mi pare di non aver parlato male del Carnevale. Anzi! Se non ti fossi affrettato lo avresti capito. Con rispetto, Antonio Masoni

      1. Comunque, giusto per rispondere alla tua curiosità: sono contento che il Carnevale esista e se tu mi conoscessi lo sapresti. Sono un tempiese medio basso, sposato e mangio anche io le frittelle e bevo il moscato. Se non si scherza in questo periodo dove tutto ci conduce all’amarezza, quando si deve fare?

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