“Sa pedra crobina”, l’ossidiana di Monte Arci alla Mostra del Cinema di Venezia

“Sa pedra crobina”, l’ossidiana di Monte Arci alla Mostra del Cinema di Venezia

Importante riconoscimento per la Regione Sardegna alla Mostra del Cinema di Venezia. Il Premio “Green Drop Award”, una goccia d’acqua che simboleggia la forza di ogni piccola azione, soffiata da un maestro vetraio di Murano, è arrivato all’VIII edizione ed è dedicato al film in gara nella selezione ufficiale, che meglio interpreti i valori dell’ecologia, con particolare attenzione alla conservazione del pianeta terra e dei suoi ecosistemi. Quest’anno il  Green Drop conterrà l’ossidiana di Monte Arci, risorsa vulcanica identitaria della Regione, a rappresentare la terra di Sardegna, dopo aver ospitato, nelle precedenti edizioni, campioni di terra provenienti da tanti Paesi diversi: dal Polo Nord al Brasile, dalla selva di San Francesco a quella del Senegal, fino alle terre d’Egitto. Il premio che verrà assegnato nei giorni della Mostra (6 settembre), organizzato dall’associazione Green Cross Italia, fondata dai premi Nobel Rita Levi Montalcini e Mikhail Gorbaciov, e quest’anno in collaborazione con il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna che sostiene l’iniziativa nell’ambito dell’azione di promozione dell’Unesco Global Geoparks, dei geositi, della cultura e dei territori dell’isola, rappresenta un segnale importante per il drammatico momento storico che l’intero pianeta sta attraversando con incendi e distruzione di intere aree geografiche, dalla Siberia all’Amazzonia a causa dell’aggressione umana e delle conseguenze dei cambiamenti climatici. Vuole dire custodire e preservare gli ecosistemi per dare modo alle generazioni future di conoscere e poter beneficiare di un sistema ambientale il più possibile vicino a quello dei nostri progenitori. “Sa pedra crobina” (la pietra nera come il corvo), così veniva chiamata l’ossidiana, di cui è ricco il Monte Arci, un massiccio del Campidano oristanese, era utilizzata dagli antichi nuragici per la fabbricazione degli utensili. Seguendo la sua storia lunghissima, da quando si formò dalle colate laviche fino ai giorni nostri, è possibile ripercorrere la storia delle genti di Sardegna e, specialmente, dei popoli nuragici che abitarono nei pressi del Monte Arci. L’oro nero di Sardegna rappresenta anche simbolicamente un forte legame tra generazioni e, attraverso la sua diffusione, racconta la storia dei commerci e della navigazione in quel tempo lontano.

Enza Plotino - giornalista ambientale

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