mario pischedda

Mario Pischedda è innanzittutto un  raro educatissimo gentiluomo d’ altri tempi oltre che un raffinato e coltissimo intellettuale. Coltiva la passione per la fotografia (è anche giornalista, scrittore e filmaker). Gli abbiamo posto quattro domande:

  •  Quali sono le letture della tua giovinezza che più ti hanno formato ?
sono talmente tante che mi è impossibile quasi rispondere, ma ci sono due libri che mi hanno fatto piangere lacrime vere :1) i ragazzi della via pal e 2) la vita di antonio gramsci di giuseppe fiori, xrò i libri che mi hanno veramente formato sono tutti quei libretti della bur che ho ancora tutti e che acquistai da studente col lavoro manuale nei cantieri del comune
  • Quando hai scelto di fare il fotografo e perchè?

tanti e tanti anni fa, quando facevo militanza politica a tempo pieno venni folgorato da una mostra al parco delle rimembranze, e tra me dissi questa è una cosa che voglio fare da grande, comunque fine anni settanta inizio anni ottanta, la svolta vera e propria fu comunque nel 1988

  • quale è la tua foto più bella?

non c’è una foto più bella, ma una emblematica e simbolica che ha fatto il giro del mondo,opera di giuseppe tamponi di oristano ma fondamentalmente mia, mi ritrae appeso in via argiolas a s.sperate e che faceva parte di un trittico dai seguenti titoli: 1) the imperfect day 2) morte di un commesso viaggiatore 3) voglio diventare famoso, possibilmente molto famoso

  • morire o dormire?

dormire e molto e possibilmente passare ad altra vita nel sonno più profondo

Lucio Ghezzo

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