La Maddalena, un’isola libera dal contagio ma bloccata dall’inadeguatezza degli amministratori

La Maddalena, un’isola libera dal contagio ma  bloccata dall’inadeguatezza degli amministratori

E’ chiaro che la Fase 2, di uscita graduale dalla quarantena non sarà uguale per tutti e nemmeno facile, perché le Regioni hanno diversi numeri di abitanti, hanno avuto una differente circolazione del virus, pochi o molti focolai ecc. E’ necessaria un’uscita “dedicata” per ciascun paese o Regione. In questa differenza sta la possibilità per alcuni territori di poter anticipare, vuoi per la conformazione geografica, vuoi per la esigua diffusione del virus, un ritorno sicuro ad una vita sociale, lavorativa e sanitaria il più possibile “normale”. Prendiamo la Sardegna. L’apoteosi della cattiva gestione ha prodotto, focolai negli ospedali, con diffusione del virus soprattutto tra medici e operatori sanitari a cui fino a ieri mancavano le protezioni per poter curare in sicurezza i contagiati,  la diffusione del virus in alcune case di riposo dove operatori sprovvisti di mascherine hanno continuato a contagiare gli anziani, e l’attivazione di un piano sanitario per la cura del Covid19 che ha dato a strutture private (anche inadeguate e impreparate), anziché alla sanità pubblica, buona parte delle risorse che lo Stato ha predisposto in questi ultimi Decreti. Salvo poi essere costretti a dirottare pazienti positivi di Olbia verso Sassari , per mancanza di attrezzature adeguate al Mater Olbia, individuato come struttura Covid19, ma impossibilitato ad accogliere pazienti. Una beffa, se non fosse una tragedia. L’arricchimento delle strutture private a scapito degli ospedali pubblici c’è tutto però, nella migliore tradizione dell’accaparramento e del massimo profitto in tempi di emergenza. Comunque la magistratura indagherà! Un organo regionale che non è in grado di proteggere i suoi cittadini, ma che anzi persegue disegni “deviati” e interessi particolari fregandosene del bene della comunità è indegno di parola. Proprio sfortunati i cittadini della Sardegna, che avrebbero potuto, grazie alla condizione geograficamente favorevole, resistere al virus e al contagio se solo la Regione “tempestivamente” avesse instaurato severi controlli nei porti e negli aeroporti, limitando l’ingresso dall’Italia ai soli negativi e avesse provveduto a munire i medici e gli operatori sanitari dei giusti presidi di sicurezza necessari per non contagiarsi.  Basandoci sull’esperienza degli ultimi due mesi quindi, immaginiamo che anche oggi, la Regione Sardegna non abbia nessuna idea su come proteggere e salvare dalla débâcle totale, lavoratori, imprese (soprattutto turistiche), un indotto che vive della stagione turistica, e su come avverrà l’uscita controllata da questa pandemia. In piccolo è ciò che sta succedendo anche a La Maddalena, dove apparentemente non ci sono positivi al Covid19. Tutti, amministratori, imprenditori, cittadini, attendono, come annichiliti, che da fuori gli si dica cosa fare o non fare senza un minimo d’intraprendenza. L’unica iniziativa che l’amministrazione ha convenuto di organizzare (incontro tra regione e imprenditori del luogo), per cercare di capire come procedere,  si è trascinata dietro polemiche e critiche a causa di due fatti non trascurabili in questo momento e inopportuni per il sindaco di una cittadina a vocazione turistica, ovvero l’aver invitato, ad una videoconferenza,  un consigliere regionale che è arrivato fisicamente sull’isola (dove non ci sono contagi), provenendo da Ploaghe, area di contagio, quando sull’isola entrano soltanto i lavoratori e le merci, e l’aver invitato alla videoconferenza solo una parte delle imprese cittadine, dimenticandone altre. Una leggerezza quella di aver accolto in Comune un esponente regionale (che avrebbe dovuto già lui stesso declinare l’invito e collegarsi via skype come tutti gli altri) con tutto il bagaglio di preoccupazione, senza minimamente rispettare il sacrificio, la pazienza, l’accettazione dei cittadini che, chiusi nelle loro case, pregano la fine di questa epidemia e si aiutano a vicenda, insieme alla Chiesa e alle associazioni di volontariato, per resistere. Anche solo rischiare, facendo entrare in Comune un signore proveniente da un’area di contagio, è stato grave da parte di un Sindaco che quotidianamente dalla sua poltroncina in Comune, bacchetta a destra e a manca. Eppure la nostra cittadina avrebbe potuto (mi sono piovute addosso molte critiche per aver proposto tamponi a tappeto) e potrebbe, rappresentare un esperimento importante per anticipare l’uscita dall’epidemia, se solo si volesse prendere in considerazione e portare all’attenzione della Regione, la possibilità di testare (con tamponi o test sierologici o test immediati) tutti gli abitanti, isolare i positivi se ve ne fossero e nel caso attivare app per localizzarli, così da permettere almeno e solo sull’isola, l’inizio anticipato della Fase 2 con l’apertura di tutte le attività (nel nostro caso anche bar, ristoranti, chioschi) e la possibilità per i cittadini de La Maddalena di riprendere la vita “normale”. Fermo restando i controlli rigidi su chi entra sull’isola. Ricominciare a lavorare, a riaprire le attività, a prepararsi ad una stagione estiva anomala e protetta, potrebbe essere un giusto indennizzo per rimediare alle superficialità e agli errori commessi. Ma ci vuole un colpo di reni! Fino ad oggi non c’è stato.

Enza Plotino - giornalista ambientale

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