La Maddalena: “Siti sensibili” si riprova. Appello

La Maddalena: “Siti sensibili” si riprova. Appello

“Siti sensibili” delle isole. Finche non ci renderemo conto che ci sono nell’Arcipelago de La Maddalena aree fragilissime che andrebbero salvaguardate e difese anziché sfruttate e spolpate scriteriatamente come si fa oggi, nessun passo avanti sarà possibile verso “scenari di sviluppo del territorio” così come denuncia l’appello apparso sul blog di Marco Leoni, maddalenino impegnato nell’ardua insistenza “sull’opportunità di adottare idonei provvedimenti di salvaguardia ambientale sui siti sensibili delle isole (Cavaliere, Porto Madonna, Cala Corsara, Cala Granara, Due Mari/Cala Portese, Coticcio, Mortorio e altri da indagare), anche in considerazione della rilevante pressione antropica riscontrata durante la stagione estiva appena trascorsa”. Un’impresa titanica in una terra ormai assuefatta a subire l’aggressione estiva in nome del “tutto e subito” e che evita accuratamente di chiedersi fino a quando. Poche le iniziative di civismo cittadino, legate soprattutto alla ormai palese invasione di rifiuti che costellano spiagge, dune e coste e al buon senso di chi comprende bene che non rimarrà niente per i figli se non si mettono in campo azioni che preservino il bene comune delle isole. Non aiuta, certo, il cortocircuito tra istituzioni (Parco e Comune) che si combattono a suon di ricorsi e controricorsi , ma che latitano per quel che riguarda le decisioni veramente strategiche per l’Arcipelago. L’amministrazione comunale arriva alla sua scadenza con disonore. Niente è stato fatto di ciò che pomposamente era stato annunciato quando si era a caccia di voti: ancora saldamente bloccata la vicenda dell’ex arsenale; ancora ferme le bonifiche dell’area a mare; Opera Pia non pervenuta; ospedale, una tragedia ancora irrisolta; la guerra all’immondizia persa  (con un conto salatissimo da pagare all’impresa Ciclat); il water front, una chimera; le isole (Caprera in primis) rimaste delle polveriere. Non è poco per chi voleva rivoltare il Paese e deve aggiungere al suo arco solo la freccetta di qualche strada asfaltata con annesse creative rotatorie, ma dove manca ancora la luce!  Anche il Parco ce l’ha messa tutta per uguagliare l’impotenza e l’inefficienza dell’ente comunale, con inevitabili ricadute sull’organizzazione della stagione estiva e i danni e disagi causati dall’aggressione antropica e incontrollata sul territorio.  In questo quadro desolante, l’appello di Marco Leoni appare come un segnale importante per invertire la rotta e dare al territorio una possibilità di futuro. Già nel pieno della stagione estiva, Leoni, insieme ad altri firmatari, aveva scritto al ministro Costa per evidenziare “il degrado per cause naturali e/o antropiche” dei siti sensibili de La Maddalena. Ed aveva proposto “l’istituzione di numeri sensibili determinati in base alle capacità di carico dei singoli siti in sofferenza e della comunità maddalenina nel suo complesso. Numeri da istituire – sin dal luglio del prossimo anno – anche nel caso in cui gli enti preposti alla gestione del territorio non dovessero riuscire ad adottare gli strumenti di pianificazione previsti dalla legge quadro sulle aree protette 394/91”. L’intenzione di Marco Leoni è quella di avviare una riflessione “in vista delle prossime elezioni comunali di maggio”, servendosi di indagini sullo stato ambientale dei siti ed elaborando delle ipotesi “sulle modalità di fruizione e contestuale determinazione delle capacità di carico, per non compromettere le caratteristiche ambientali e paesaggistiche nel medio/lungo periodo, nell’interesse delle generazioni future”. Le proposte su cui riflettere già ci sono: “riserva del 75% delle boe, delle banchine di sbarco passeggeri sulle isole minori e di tutti i fondali sui quali è possibile gettare l’ancora alle barche che trascorreranno la notte presso gli approdi autorizzati del Comune di La Maddalena, unico Comune in Europa a dar vita da solo – con il suo intero territorio – ad un Parco nazionale; riserva del 75% degli ingressi sull’isola di Caprera, in alta stagione, ai visitatori che soggiorneranno presso l’abitato maddalenino, anche in considerazione dei rischi legati alla viabilità, agli incendi e alle fitopatie; costituzione società mista pubblico/privata, incaricata di portare l’arcipelago a divenire una destinazione autonoma riconoscibile sul mercato turistico globale, alla quale affidare le attività relative al marketing territoriale e al portale/app di prenotazione dei ‘numeri sostenibili’ (riservati al 75% ai turisti che dimostreranno di pernottare a La Maddalena)”. Una decisione va presa però con urgenza, secondo Leoni: “adottare, in via sperimentale e d’urgenza, provvedimenti di salvaguardia idonei su alcuni siti in sofferenza delle isole maddalenine attraverso l’emissione di ordinanze del Presidente del parco”.

foto di Fabio Presutti

Enza Plotino - giornalista ambientale

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