L’ ANFT, Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento, che ha come scopo la tutela di interessi dei Funzionari Giuridico Pedagogici dell’Amministrazione Penitenziaria, proclama lo stato di agitazione

L’ ANFT, Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento, che ha come scopo la tutela di interessi dei  Funzionari Giuridico Pedagogici dell’Amministrazione Penitenziaria, proclama lo stato di agitazione

(Comunicatostampa)

L’ ANFT, Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento, che ha come scopo statutario la tutela di interessi di categoria e dei singoli associati afferenti il profilo professionale di Funzionario Giuridico Pedagogico dell’Amministrazione Penitenziaria, originariamente denominato educatore penitenziario, proclama lo stato di agitazione riservandosi di giungere all’adozione delle diverse possibili e legittime forme di protesta previste, ivi compreso lo sciopero di categoria.
Al riguardo si intende evidenziare quanto segue.
Ormai da diversi mesi è in corso un fitto dialogo tra l’ANFT ed i vertici politici e di alta amministrazione del DAP rispetto alla necessità di istituire all’interno dell’organico del Corpo di Polizia Penitenziaria, un ruolo
tecnico che comprenda i funzionari del trattamento (FGP).
Nell’ambito del Tavolo sul Riordino delle carriere delle Forze di Polizia, la stessa Amministrazione Penitenziaria ha proposto e ribadito tale necessità, consapevole del valore aggiunto che i Funzionari del Trattamento potrebbero apportare al lavoro del Corpo di Polizia Penitenziaria, proprio per la specificità del loro ruolo.
Tuttavia, senza che sia stata resa nota alcuna motivazione o proposta soluzione alternativa, le altre componenti del Tavolo precedentemente menzionato, istituito presso il Ministero dell’interno, hann ritenuto di non accogliere tale proposta, con grave pregiudizio per chi si trova quotidianamente in prima linea all’interno degli istituti penitenziari e per la funzionalità dell’esecuzione penale intramuraria.
L’ANFT intende precisare a questo proposito, che un accoglimento di quanto prospettato, oltre a rispondere ad un interesse pubblico per il raggiungimento del mandato costituzionale riguardante l’effettività della
funzione rieducativa della pena, comporterebbe un adeguato riconoscimento giuridico ed economico del ruolo dei Funzionari Giuridico Pedagogici, che con la loro specificità rappresentano ad oggi il perno attorno cui ruota tutta l’esecuzione penale intramuraria, proprio per i compiti loro assegnati rispetto alle funzioni della pena ed in particolare di quella rieducativa, così come all’articolo 27 del nostro dettato Costituzionale.
Non a caso, le esortazioni contenute nelle Regole Penitenziarie Europee deliberate dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e contenute nella Raccomandazione agli Stati membri, proprio alla regola n 79,
attribuiscono agli operatori penitenziari i benefici spettanti alle Forze dell’Ordine.
Appare dunque innegabile come la natura complessa dei compiti oggi attribuiti ai Funzionari Giuridico Pedagogici, la particolarità dello svolgimento degli stessi all’interno degli istituti penitenziari, i rischi connessi e la responsabilità sociale legata all’esercizio di tale ruolo, dovrebbe essere riconosciuta attraverso u trattamento giuridico ed economico ben diverso dall’attuale e nettamente al di sotto di tutti gli standard europei.
Pur non di meno, si ripone fiducia affinché il Consiglio dei Ministri, nell’esercizio entro il prossimo 30 Settembre della delega per il riordino dei Ruoli delle Forze di Polizia, possa procedere all’istituzione del citato
Ruolo Tecnico dei Funzionari del Trattamento all’interno del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Si auspica quindi che lo stato di agitazione della categoria, possa essere utile a svegliare le coscienze e che si possa così addivenire all’accoglimento delle richieste dell’organismo rappresentativo scrivente.

Lucio Ghezzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *