E’ verde l’Europa che vogliamo? Se ne è parlato a Cagliari

E’ verde l’Europa che vogliamo? Se ne è parlato a Cagliari

L’allarme per la velocità con cui i cambiamenti climatici minacciano di investire le nostre vite oltre che i nostri territori, è stato al centro dell’iniziativa promossa dalla lista Europa Verde, che ieri a Cagliari ha accolto Pippo Civati, candidato alle Europee e autore di due libretti su Greta Thumberg e Alex Langer, e presentato il candidato della Sardegna nella Circoscrizione Isole, Ignazio Trainito. L’urgenza di affrontare i danni dell’impatto violento dei cambiamenti climatici e proporre un rafforzamento di quell’Europa green che sta affacciandosi con prepotenza (in altri Paesi) sugli scenari politici dell’Unione comune, non ha impedito una riflessione su come vogliamo il futuro per noi e per i nostri figli e a chi vogliamo affidare la direzione di questo cambiamento totale di prospettiva politica e culturale: alle donne e ai giovanissimi che meglio e più consapevolmente, stanno prendendo in mano la direzione giusta. Interessante, a proposito delle nuovissime generazioni, il legame ideale che secondo Pippo Civati, unisce due personalità all’apparenza molto lontane, come Langer e Greta, ma che in realtà rappresentano l’eccezione, l’anomalia che vuole sfidare la normalizzazione su temi dirompenti  e che richiedono un surplus di attenzione e di impegno. “La casa brucia” gridano gli studenti e la responsabilità coinvolge tutti, dai potenti della Terra all’ultimo degli aborigeni australiani. Perché ormai, come ho sottolineato nel mio breve intervento, i cambiamenti climatici sono in atto e noi dobbiamo attrezzarci per cercare di ridurne l’impatto devastante sul nostro mondo. Ma in questo non ci aiuta l’inettitudine e l’ignoranza delle classi dirigenti che oggi ci governano. E’ di questi ultimi giorni la notizia che il Comune di La Maddalena deve restituire alla Regione Sardegna 600 mila euro che gli erano stati assegnati per promuovere la mobilità elettrica. L’amministrazione isolana non è riuscita a trovare i mezzi elettrici per attivare il servizio! Naturalmente manca anche, per inettitudine, la capacità di costruire sinergie positive con gli altri Enti presenti sul territorio (Parco) e dare vita ad una collaborazione efficace. Ma il Parco dell’Arcipelago è anche quell’Ente che ha acquistato, anni fa per la mobilità sull’isola di Caprera, 18 biciclette elettriche mai “entrate in servizio”, di fatto abbandonate, nuove di zecca, nei magazzini del Parco e ormai inutilizzabili. E di esempi così ce n’è a iosa. Questo per dire che il quadro normativo/strategico e le risorse pubbliche per attivare un indirizzo amministrativo che vada verso la sostenibilità ambientale e i nuovi obblighi per la riduzione dell’impatto dei cambiamenti climatici sul nostro sistema sociale ci sarebbero eccome! Tutto sta avere persone all’altezza e che si diano l’obiettivo di cambiare le condizioni di vita dei cittadini verso un sistema ecologicamente e socialmente sostenibile e più armonioso. In cui migliori la qualità di vita di tutti e non di quei pochi che si possono permettere di vivere in quartieri-gioiello in cui gli alberi li ….raggiungono ai piani alti dei grattacieli! Senza nulla togliere alla geniale idea del bosco verticale di Stefano Boeri. C’è un bisogno urgente di ecologia sociale ovvero di salvare il pianeta tutelando e difendendo gli ambienti naturali, migliorando le condizioni delle nostre città nell’ottica delle smart city, ma soprattutto garantendo una qualità della vita di tutti i cittadini che sia ecologicamente e socialmente sostenibile. A questi obiettivi viene incontro il reddito energetico che interseca i temi della difficoltà di vivere delle classi più povere del nostro Paese, con la possibilità, attraverso un cambio del nostro impianto energetico verso le fonti rinnovabili, di provare a frenare l’impatto dei cambiamenti climatici sull’intero sistema. Il reddito energetico è un’importante misura ambientale che riduce le bollette elettriche dei cittadini e nel contempo ottempera alle normative sull’uscita dalle fonti fossili. Ma è importante anche per la sua dimensione sociale: promuovere la cultura dello sviluppo sostenibile, compresa quella dell’inclusione sociale. E’ stato un cavallo di battaglia dei 5Stelle quando puntavano sull’ambiente per prendere voti tra i disillusi della sinistra. Una volta al governo, come per altre importanti questioni ecologiste, hanno dimenticato o non saputo affrontare la direzione che avevano impresso alla loro proposta pre-elettorale. E il reddito energetico è rimasto una pecetta di un sindaco sardo (unico in Italia) e l’indirizzo che la Regione Puglia ha voluto dare al proprio piano energetico (unica in Italia). Questa importante misura prevede, finanziata dai Comuni con un fondo regionale, l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle case delle famiglie meno abbienti. I beneficiari sottoscrivono una convenzione con il GSE (Gestore dei servizi energetici) per l’attivazione del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta e s’impegnano a cedere i crediti maturati del GSE. Così facendo, l’amministrazione comunale o regionale potranno ottenere ulteriori risorse per finanziare nuovi impianti, in modo da ampliare la platea di famiglie che potrebbero beneficiare del risparmio fortissimo in bolletta. Infatti il sistema permette un risparmio medio a famiglia di circa 150/200 euro sulla bolletta elettrica e un fondo rotativo che si autoalimenta con la vendita del surplus di produzione per raggiungere un numero sempre maggiore di cittadini. Gli strumenti ci sono, ed è proprio l’Europa che ci indica la strada fornendoci i fondi finanziari per intraprenderla. Basta mettersi in cammino.

Enza Plotino - giornalista ambientale

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