AirItaly: la tempesta perfetta

AirItaly: la tempesta perfetta

L’unica cosa certa è che dalla fine di aprile ci potrebbe non essere più la continuità territoriale a garantire la possibilità per i residenti in Sardegna di muoversi verso il continente a prezzi ridotti, ma anche la difficoltà di chi aveva già deciso di trascorrere le vacanze estive sull’isola, di avere comprato un biglietto, ma di non avere più la compagnia con la quale viaggiare. E’ una vicenda maledettamente complessa, che coinvolge governi, sindacati, forze sociali e che parla di pressapochismo, superficialità, mancanza di idee e di piani sul miglioramento dei trasporti, sugli investimenti e sostegni possibili e sull’efficientamento del servizio. La crisi Air Italy di oggi parte da molto lontano e mostra un processo di avvitamento e di mancanza di soluzioni per un servizio di trasporto indispensabile per non rimanere drammaticamente isolati e per la salvaguardia dei lavoratori. Stiamo parlando di governi (Renzi, Conte) che hanno riscritto le regole con la testa rivolta al consenso o all’interesse particolare di qualcuno, senza studiare quale potesse essere la possibilità migliore per risollevare le sorti economiche e di crisi di intere Regioni italiane, non solo tagliate fuori dal mare, ma tenute fuori dalle scelte discriminatorie e lobbistiche di chi viene scelto (?) per governare. Amministrazioni regionali incapaci vs governi inadeguati. Vogliamo parlare del pasticciaccio della continuità territoriale e del regime “promosso” dal Governo Renzi? Perché è quello il colpo mortale che ha messo in ginocchio una compagnia già in crisi nera con metà dei lavoratori dello scalo di Olbia costretti ad emigrare nel nord Italia pur di mantenere il posto di lavoro ed ha creato una concorrenza feroce tra Air Italy e Alitalia sulle rotte in continuità territoriale. Al centro di quella storiaccia l’aeroporto di Olbia, dove, come dicono i dati Enac 2018, sono passati quasi 3 milioni di passeggeri. L’aeroporto, particolarmente importante soprattutto d’estate era anche la sede della compagnia Air Italy, che prima era stata Meridiana. Ed è su questo aeroporto e su  quella compagnia che è calato il bando sulla continuità territoriale e sulla sua aggiudicazione da parte di Alitalia. La ex compagnia di bandiera dei “capitani coraggiosi”, in amministrazione straordinaria dal 2017 e in continua crisi nera, garantisce allo Stato di poter far risparmiare più soldi rispetto a Air Italy. Le rotte vengono assegnate ad Alitalia e costringono Air Italy, prima a riprogrammare i viaggi di tutti i passeggeri che avevano prenotato voli con partenza o arrivo da Olbia e poi a offrire di garantire il servizio “senza compensazione economica”, a proprie spese. A quel punto Alitalia decide di pareggiare l’offerta e accettare di volare da Olbia su Roma e Milano senza compensazione. E si accaparra rotte e aeroporto di Olbia, con la  Regione Sardegna che mette in piedi tavoli di mediazione puntualmente falliti e infine decide di dividere a metà le rotte di Olbia: un po’ all’una e un po’ all’altra compagnia. Nessuna attenzione al tracollo finanziario di una compagnia aerea, dei lavoratori di questa, al prezzo che la Sardegna rischia di pagare in termini di collegamenti, turismo ecc. ecc. ecc. Quando la tegola colpisce, così a freddo, nessuno è preparato. Non il governo che cade dalle nuvole, non l’Unione europea che attende le mosse della Regione, non la giunta Solinas che non ha piani, né idee ma solo slogan elettorali e farneticazioni per un pubblico di sprovveduti. Poiché l’intera  vicenda merita che si faccia chiarezza, intendiamo, nei prossimi giorni, chiedere ai nostri (di tutti i cittadini sardi) rappresentanti in consiglio regionale, cosa sta succedendo e cosa ci dobbiamo aspettare!

Enza Plotino - giornalista ambientale

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