Valorizzare i luoghi, combattere l’immobilismo. Molteplici sono le difficoltà del comitato “Maddalena nel cuore”

Un’associazione di volenterosi in un contesto di immobilismo. Perché questa è la malattia che attanaglia questa meravigliosa isola. Un immobilismo che paralizza. Ed ecco perché tutto intorno il paesaggio storico e naturale o cade a pezzi o è alla mercè di un turismo compulsivo e bulimico, mentre i segnali di operatività e di promozione e valorizzazione culturale vengono stoppati sul nascere. A parole, criticandone il senso, o con i fatti negando il patrocinio e l’uso di una sede comunale. Sono parole e sono gesti che stanno dentro, pienamente, al concetto di immobilismo. Chi rischia di farne le spese non è solo il nostro gruppo di volenterosi, perché anche le mamme artefici di una bella battaglia per mantenere il punto nascita a La Maddalena, si sono scontrate con questo immobilismo a causa del quale, quando si arrivava al dunque di un’iniziativa, o sparivano le istituzioni o spariva buona parte della cittadinanza che, invece, sulle piazze virtuali aveva dichiarato la propria disponibilità a lottare. Dunque non è un pregiudizio verso delle persone che fa scattare l’immobilismo e l’inattività (anche se c’è sempre di sottofondo il fastidio verso i personaggi di fuori che vengono e vogliono portare o fare) , ma è soprattutto una vera e propria patologia che si è insinuata nel tempo nelle istituzioni, ma anche in una parte consistente della cittadinanza e che ha reso le une e gli altri assolutamente passivi verso qualunque stimolo produttivo. E’ un’inerzia che oggi viene camuffata da un generale “attivismo virtuale” che illude tutti e che ha convinto i più di essere “sulle piazze” e di poter agire “in prima persona” per il bene dell’Arcipelago. Salvo poi, verificare in finale, che dalle piazze virtuali non si riesce a spostare o modificare niente e che ogni parola viene spazzata via alla prima ventolata. Questa lunga premessa per dire che il comitato “Maddalena nel cuore” cercherà di  costruire un gruppo autorevole, forte al punto da poter scardinare o bypassare questo muro di immobilismo, forte della forza che gli deriva dall’amore per questi luoghi e dal desiderio di volerli vedere considerati e valorizzati. Ieri sera, gli ospiti che hanno aderito alla nostra “chiamata”, hanno espresso le loro considerazioni di attenzione, condivisione e di critica sulle proposte avanzate dal comitato e alla luce di tutto ciò si è deciso di attivarsi nel coinvolgere, nel progetto di candidatura delle fortificazioni a Patrimonio Unesco, importanti strutture culturali, istituzioni e fondazioni e di portarle a La Maddalena il 29 settembre come partner del progetto. Ci riusciremo?

 

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