Un compleanno da non festeggiare

Oggi 25 gennaio 2017 è l’anniversario dell’ordinanza con cui un anno fa il sindaco di Tempio, Andrea Biancareddu, e di seguito altri sindaci dell’Alta Gallura firmava l’ordinanza di non potabilità dell’acqua della condotta pubblica. Sulla cosa si è fatta molta ironia anche da parte dello stesso sindaco che si è fatto fotografare mentre annaffiava una piantina antistante il palazzo comunale o compiva un sovraluogo ad un piccolo torrente sul Limbara che avrebbe dovuto assicurare l’acqua potabile per Tempio. Ma in realtà non c’è niente da ridere: la situazione è da Terzo Mondo. L’acqua potabile accessibile per tutti è un diritto fondamentale. Una carenza che colpisce una cittadina in sofferenza dove la crisi economica morde ancora ferocemente, dove i giovani fuggono, dove la povertà aumenta. Tutto ciò senza alcuna risposta da parte della classe dirigente che il meglio che ha saputo fare è tirarne fuori l’improbabile progetto della “Città dei Paesi” con il quale si tenta persino di riesumare il cadavere del comparto Rinaggju. Certo dare la colpa della mancanza del’acqua ad Abbanoa e facile: ma cosa è Abbanoa se non il solito prodotto di una politica avida e speculativa? In un anno c’era tutto il tempo per studiare e mettere in pratica un’alternativa.

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