TempioPausania (OT): Al convegno “dai Comuni alle Comunità, un’idea di futuro della Sardegna”Massimo Zedda: ripartire dal territorio come idea di sviluppo

 

Un’immagine del convegno del 5 maggio alla palazzina Comando, Tempio Pausania

Sabato 5 maggio alle ore 18, alla Palazzina Comando di Tempio Pausania,  si è svolto il convegno dal titolo “dai Comuni alle Comunità, un’idea di futuro della Sardegna”, organizzato dal circolo Don Primo Mazzolari, come già illustrato nel precedente articolo di PiazzaGallura.org,.

Dopo l’introduzione del sindacalista Mario Medda, uno dei promotori del convegno e membro del circolo Don Primo Mazzolari, è seguito subito il saluto del Sindaco di Tempio PausaniaAndrea Biancareddu, il quale, ha espresso innanzitutto, solidarietà per tutti i sindaci vittima di attentati in Sardegna, lamentando subito dopo il proprio disappunto per il continuo isolamento delle piccole realtà locali e lo svilimento del ruolo del sindaco, con sempre meno strumenti adatti a risolvere i numerosi problemi della comunità, riferendosi agli eventi accaduti per la difesa dell’ospedale.

Ma l’intervento più atteso della serata era quello del Sindaco di Cagliari e presidente dell’area metropolitana di Cagliari, Massimo Zedda. Incalzato dalle domande del moderatore Augusto Ditel, sulla  nascita di  una possibile  lista dei sindaci in chiave regionale, ha escluso totalmente la fondatezza della questione, confermando invece la consolidata tendenza della collaborazione con sempre più i sindaci di paesi minori. L’idea dello sviluppo secondo Zedda deve partire proprio dalle comunità, dal territorio,  inteso come “sostenibile”, anche se a volte, è necessario che il dibattito sui grandi temi come i trasporti e la continuità territoriale avvenga nelle sedi della Regione. Il sindaco si sofferma proprio sull’importanza dello statuto sardo e sulla capacità di far esercitare i poteri dell’autonomia, che purtroppo ancora non vengono impiegati al meglio, citando l’esempio sull’organizzazione e ridistribuzione dei plessi scolastici.

Sulla lista dei sindaci  è dello stesso avviso il sindaco di Bortigiadas e presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, escludendo sia la presenza della lista in questione alle elezioni del 2019, che una sua probabile candidatura alle prossime regionali, ma ribadisce che formalmente esiste già ” un partito dei sindaci , impegnati notte e giorno sul fronte della protezione civile, che in questi giorni hanno dialogato e scambiato continuamente informazioni”. Il sindaco Deiana, evidenziando i problemi delle comunità locali, dichiara che già dal 2009 vi furono i primi attacchi alla democrazia locale con il Governo Berlusconi, riferendosi alla norma emanata nell’agosto 2010 che obbligava l’accorpamento forzoso tutti i comuni sotto i mille abitanti.

Vicinanza e rapporto con i cittadini“, sono le soluzioni avanzate dal sindaco di Pula Carla Medau per il territorio, sostenendo che ” il sindaco deve ritornare alla base a confrontarsi in mezzo, fornendo buoni esempi di uguaglianza, solidarietà e coraggio, vista la sfiducia della gente verso la politica tradizionale”

Il sindaco di Arzachena, Alberto Ragnedda, punta invece sull’orgoglio della Costa Smeralda, opportunità di crescita e sviluppo per tutta la Sardegna e dell’importanza della formazione dei giovani, mentre il sindaco di Fonni Daniela Falconi evidenzia l’abbondanza nella società  di slogan come ” rilancio  del turismo” e “destagionalizzazione”  ma di ardua  applicazione nella prassi , proprio a causa dell’accentramento del potere in mano a poche persone, in settori come il turismo e l’agroalimentare,  a scapito sempre delle piccole comunità che si trovano a lottare sempre più isolate. E’ importante l’interconnessione che vi deve essere tra una paese e grande città, ribadendo che “la crescita di Cagliari determina la crescita di Fonni”.

Il sindaco di Luras, Maria Giuseppina Careddu mette in risalto il ruolo comunicativo del proprio incarico, della capacità di ascolto e soprattutto dell’utilizzo del social, vedi Facebook, come strumento di informazione per i cittadini, che per la sua diffusione “può arrivare prima di un avviso pubblico“. Andrea Soddu, sindaco di Nuoro invita la Regione e le istituzioni a non lasciare sole le amministrazioni locali, sempre più sole e oggetto di attentati e tagli indiscriminati al proprio bilancio, che non possono far fronte ai sempre più urgenti bisogni dei cittadini. Chiude la conferenza Paolo Sanna, membro del circolo Don Primo Mazzolari e del Comitato Essere Cittadini.

In conclusione, quello che si evince dalla serie di interventi dei partecipanti è la voglia di riscatto delle piccole comunità locali, che vogliono lottare contro l’isolamento e l’abbandono delle istituzioni, per riprendersi quella dignità che la Costituzione gli ha riconosciuto, in qualità di ente amministrativo sussidiario di raccordo tra Stato e cittadini. Ma siamo sicuri però che ci sia la volontà effettiva degli amministratori locali di cambiare direzione per un futuro della Sardegna e delle comunità, andando contro i dictat delle direzioni dei partiti nazionali?

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