Tempio Pausania (OT): Quando la postverità arriva ai confini del mondo

post

Tempio Pausania 14 febbraio 2017. Noi per certi versi viviamo ai confini del mondo emarginati da un sistema di strade a dir poco scandalose e in certi casi assomiglianti a mulattiere, linee internet spesso scadenti e senz’altro non dotate di fibre ottiche, ferrovie sulle quali è meglio tacere. Ma in qualche modo gli echi della contemporaneità arrivano in queste lande della Gallura. E’ arrivato alla grande, ad esempio. l’uso della postverità, un concetto per certi versi nuovo e moderno. La postverità è una non verità imposta dai media nuovi e vecchi. Maestri della postverità sono stati Bush e Blair sulla guerra a Saddam Hussein. In Italia un ex presidente del Consiglio dei Ministri ne ha fatto un uso talmente parossistico e di un pervasività ossessiva a reti televisive unificate che ora avremmo difficoltà a credergli anche se dicesse che la terra è tonda.

Ora sul sito ufficiale del Comune di Tempio Pausania si fa sapere al pubblico che presso i locali del Comune stesso si terrà un incontro sul tema “Riflessioni sulla scuola primaria di San Giuseppe”, cioè un qualcosa che dovrebbe riguardare la paventata chiusura di un plesso scolastico. Ma cosa  una riflessione? Ci aiuta a chiarirci il concetto il Vocabolario della Treccani che, naturalmente non è il Vangelo, ma qualche indicazione ce la può dare. La Traccani scrive: “a. L’azione di riflettere, di considerare pensando e ripensando con attenzione e scrupolo: è un problema che richiede molta r.; dopo qualche minuto di r., rispose …; è una proposta degna di r.; fare, prendersi una pausa di r., prima di agire e decidere; agire con r., dopo matura r., con molta ponderazione, pensando bene a ciò che si fa, e, al contr., senza r., sconsideratamente, con leggerezza; r. seria, accurata, attenta; r. critica. L’abito stesso del meditare, la disposizione all’attenta considerazione: con l’età, gli verrà anche la r.; è uomo incapace di r.; fa’ uso della riflessione. b. Considerazione, osservazione attenta e meditata: è un libro ricco di acute, profonde r.; faceva amare r. sull’ingratitudine umana; fece alcune malinconiche r. sulla propria condizione; mi ha comunicato le sue r. per lettera. c. In filosofia, genericam., operazione con cui l’intelletto ottiene conoscenza di sé e delle proprie funzioni. Da questo sign. fondamentale, il termine ha assunto via via più complesse accezioni, indicando sia la coscienza in genere, sia l’attività interna al soggetto capace di esaminare e formare le idee complesse (Locke), di scoprire le condizioni che rendono possibili i concetti (Kant), e anche, nell’idealismo tedesco, l’attività che coglie la vera natura dell’oggetto posto dal soggetto, operando insieme limitazioni e separazioni. R. fenomenologica, quella che, nella filosofia husserliana, si fa praticando l’epochè (v.).”

Da questa definizione se ne dovrebbe dedurre che nell’incontro in comune i partecipanti si dedicaranno a profondi pensieri, magari toccandosi la testa, sulle sorti delle elementari di San Giuseppe. Ma quello che vorrebbero i cittadini sono risposte concrete e problemi concreti e non enunciazioni di postverità. Vogliono fatti non riflessioni. Seguendo la strategia di sventolare postverità non si fa altro che ampliare i distacco tra le persone e la classe dirigente. Un distacco che appare già enorme e non privo di pericoli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *