Tempio Pausania (OT): Proseguirà sino a metà dicembre 2018 la mostra di arte contemporanea “Necrovisioni e altri scleri” di Andrea Sotgiu

Amdrea Sotgiu

Andrea Sogtiu nella foto di Mario Luc Saragati

Tempio Pausania 28 novembre 2018. Proseguirà sino a metà del mese di dicembre la a mostra di arte contemporanea “Necrovisioni e altri scleri” di Andrea Sotgiu inaugurata con successo sabato scorso al Caffè Gabriel.

Nella presentazione della mostra Antonio Gana scrive:

Necro visioni e altri scleri è un lavoro artistico di Andrea Sotgiu incentrato sui temi della morte , della memoria e della perdita che incrocia sia la memoria individuale che collettiva. si tratta di un’opera site specific concepita direttamente in relazione allo spazio non museale della mostra .questo particolare intervento trasforma l’intero ambiente in un’opera attraversabile ed esperibile lattraversabile a livello performativo dal visitatore. è caratterizzata dall’utilizzo di varie tecniche come il collage e il fotomontaggio è da l’Impiego di vari oggetti fortemente evocativi come : vecchie fotografie di famiglia oggetti trovati ,ricevute, biglietti ,cartoline ,disegni ,una serie di fotografie in bianco e nero tratte dalle necrologie di un giornale locale e frammenti autobiografici come vecchie cornici in cui sono riposte immagini infantili dello stesso artista .il risultato è la sperimentazione di un linguaggio eterogeneo che permette, attraverso la presenza ricorrente e martellante di tali elementi ,di creare un percorso emotivamente coinvolgente grazie al quale il visitatore si trova di fronte a temi esistenziali profondi: la morte ,l’assenza,l’identità negata, Il trascorrere del tempo, la memoria labile.Il drammatico alternarsi tra ricordo e oblio è una domanda cruciale per l’artista qui suggerita dalle fotografie dei defunti alterate fino a quando le figure non diventano un alternato sfumato di luci e ombre. La simulazione nel pannello dei necrologi strappati e ricoperti ci suggerisce che la memoria è illusoria poiché queste persone spazzate via dal tempo hanno affidato inutilmente a un’immagine la persistenza della loro identità .Per questo motivo secondo tale visione si muore due volte quando sopraggiunge la morte fisica e quando subentra la morte della memoria ,cioè quando nessuno è più in grado di associare il nostro nome a una fotografia legata a
noi. Una fase germinale dell’allestimento odierno si può individuare in una mostra collettiva,di cui l’ artista fu promotore,realizzata alla fine degli anni novanta nei locali dell’ex biblioteca comunale di Tempio e in alcuni appunti del periodo in cui la ricerca artistica è già l’ analisi dei mezzi di comunicazione in cui viene meiato un lutto: “comunicare la morte la perdita di una persona cara ….,con tale situazione, tutti prima o poi verremo in contatto e tutti fin da bambini abbiamo subito ho ricevuto tale messaggio comunicato in varie maniere. Necrologi lapidi epitaffi ricordi di individui. insieme di necrologi scanditi giornalmente sui giornali apparsi sui muri dei paesi gia lugubri.Manifesti di dolore gridato alla comunità .Strappati è coperti da nuovi annunci sui muri è tempo che passa .Ed io attraverso queste strade, sui muri osservo inquieto e distratto questo tempo che passa.

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