Tempio Pausania (OT): L’amministrazione comunale sostiene :”Xmas Tempio 2017, l’albero di Natale che non ti aspetti dal messaggio che sorprende”, ma noi siano contro l’iconoclastia distruttiva: ridate l’albero di Natale ai bambini (ed anche a noi)!

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Il verde è verde
Ludwig Witgenstein

In un post pubblicato sul sito istituzionale del comune di Tempio e che suono un po’ come una excusatio non petita, accusatio manifesta (“Scusa non richiesta, accusa manifesta”) viene sostenuto quanto segue:

Una foresta addormentata, incantata e magica. Dai tronchi e le radici secche, del color della neve. Pronta a svegliarsi e tornare in vita, a pulsare e irradiare la luce della speranza al tocco e alla carezza dei 100.000 fiori, bianchi e rossi che si dipanano dalla cattedrale lungo le vie cittadine illuminando il cuore della città di pietra, regalando luce e colori, che esaltano il fascino antico delle costruzioni in granito. Così si presenta la cittadina tempiese in occasione di questo Natale. Con una veste originale e alternativa all’interno di un programma ricco di appuntamenti, un mix di giochi, animazioni, musica, arte, ma anche teatro e degustazioni, gastronomia e artigianato dedicato ai bambini, ai giovani e agli anziani.
Ottomila ore di lavoro . L’enorme manodopera garantita fin dal mese di Ottobre con ritmi al limite del possibile. Senza fare differenza tra il giorno e la notte. In quest’ultimo periodo anche al freddo e sotto la pioggia. Un fiume di fiori bianchi e rossi , colore natalizio per eccellenza, realizzati a mano , con gli scarti delle capsule delle bottiglie fornite da aziende del territorio. In tutto 600 kg di polilaminato e 400 kg di filo di ferro colorato a lambire 25 ceppi riarsi , reperiti nell’invaso del fiume Liscia.
Questi i numeri ed il tempo servito ai volontari dell’ associazione Color Art, che ha curato gli allestimenti, per realizzare un sogno fantastico ed un progetto ambizioso: regalare alla propria città un Natale magico e speciale. Un Natale che non si compra ma si costruisce insieme , con amore e fatica, senza abbattere ma riciclando . Un Natale all’insegna della condivisione, dell’ecosostenibilità e del risparmio per la collettività. Una rivoluzione culturale con un messaggio simbolico dirompente che si è materializzato trasformando la città di Tempio in un presepe a cielo aperto, innovativo e creativo, ben ancorato al granito della sua storia e al messaggio biblico di speranza che l’ha ispirato.
Cuore pulsante degli allestimenti e degli appuntamenti sarà il centro storico. Così l’albero che non ti aspetti, domina piazza Gallura, illuminando ed esaltando la sua bellezza, accentuata dalla magia del granito. “Guarda verso l’alto. Perde foglie ma ha i fiori . Il gusto della speranza di un albero, che era morto ed è tornato in vita. Le mani operose, la gioia, la libertà, la pace, fanno brillare la vita, se ognuno è capace di metterci un fiore”.Ecco il significato di una quercia da oltre 25 quintali, ormai secca, demolita e ricostruita in piazza a dar vita ad un albero di Natale non tradizionale che simboleggia la rinascita.

Lasciando perdere le considerazioni estetiche che sono per loro natura personali e che porterebbero in un terreno insidioso e scivoloso dove non vogliamo arrivare quello che contestiamo a quanto scritto nel post è semplice: sostenere che quello di Piazza Gallura sia un Albero di Natale è davvero azzardato (l’albero di Natale è tradizionalmente una conifera dalla chioma bella folta come vorrebbero anche i cittadini di Roma, addobbato come si confà) perchè il “verde è verde” e sostenere che “il bianco è verde” è quanto meno azzardato se non pericoloso. Perchè si è voluta colpire una tradizione riconosciuta in tutto il mondo? Perchè modificare un simbolo tutto sommato dal significato ( regali, calore familiare etc etc) positivo? Si è stati presi da una furia iconoclastica degna di altre culture e altri momenti storici. A noi persone semplici ridateci l’Albero di Natale (se non un abete almeno un pino con le luci e begli addobbi) perchè quando i simboli condivisi sono stati distrutti la Storia non ha mai portato belle cose!

Lucio Ghezzo

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