Tempio Pausania (OT): I sindaci della Gallura chiedono l’istituzione della provincia del nord est. Ma non c’è stato un referendum popolare sulla questione ?

I sindaci della Gallura riunitisi nei giorni scorsi a Tempio Pausania(OT) chiedono l’istituzione della provincia del nord est. Di seguito è riportato il comunicato stampa relativo alla questione.
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A tal proposito tanto per rinfrescarci la memoria ((Fonte Wikipedia, enciclopedia libera)

Risultati del Referendum del 2012 in Sardegna per abrogare le quattro nuove province sarde

I risultati dei vari quesiti sono stati i seguenti:[3]

Primo quesito

Riassetto generale delle province. Abrogazione.

totale percentuale (%)
Elettori 1.479.925
Votanti 525.505 35,50% (su n. elettori) Quorum raggiunto
Schede bianche 4.398 0,84% (su n. votanti)
Voti nulli 1.630 0,31% (su n. votanti)
contestate e non assegnate 0 0,00% (su n. votanti)
Voti  %
RISPOSTA AFFERMATIVA Si  503.560 96,94%
RISPOSTA NEGATIVA X mark.svg No 15.876 3,06%
Totale voti validi 519.436 100%

I referendum sardi del 2012 sono 10 referendum regionali, 5 abrogativi e vincolanti (1, 2, 3, 4, 8) e 5 consultivi (5, 6, 7, 9, 10), che si sono svolti in Sardegna il 6 maggio 2012[1]. I referendum, chiamati comunemente “anticasta”, sono stati proposti dal Movimento Referendario Sardo, con un particolare appoggio da parte dei Riformatori Sardi, per abrogare le quattro nuove province sarde e la legge sui compensi ai consiglieri regionali (cinque quesiti abrogativi), per abolire le quattro storiche province, per la convocazione di un’assemblea costituente che riscriva lo statuto, per l’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, per l’abolizione dei consigli d’amministrazione degli enti e delle agenzie regionali e per la riduzione del numero dei consiglieri regionali (cinque quesiti consultivi). Affinché il referendum fosse valido era necessario che fosse raggiunto il quorum del 33,3% degli aventi diritto al voto (un terzo) così come richiesto dalla L.R. n.20 del 1957[1]. Alla chiusura delle urne la percentuale dei votanti è risultata essere 35,50% e dunque il quorum raggiunto[2]. Lo spoglio delle schede ha visto vincere il “Sì” in tutti e dieci i quesiti.

In quale conto tengono i nostri politici la volontà popolare?

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