Tempio Pausania (OT) 10 maggio: Alta Gallura unita contro la chiusura del reparto di Ginecologia e Ostetricia, in arrivo 10 nuove ordinanze dal territorio.

 

Correva l’anno 2015 e l’Assessore alla sanità Luigi Arru, in una conferenza del 9 novembre, davanti alla platea dei sindaci dell’Alta Gallura,  affermava:  “E’ necessario entrare in un’ottica di sistema di garanzie e riassegnare all’ospedale il suo originario ruolo, quello delle acuzie. Le reali emergenze, però, ora, sono le patologie tempo dipendenti, come le patologie cardiologiche per le quali è necessario un fare un discorso di reti. Per questo dobbiamo fare scelte di garanzie per le zone decentrate, bilanciando le decisioni in termini di sicurezza e qualità dei servizi”. 

Rassicurava così i sindaci dell’Alta Gallura sui servizi, “Voglio fare con voi un patto per il miglioramento. Il 90% delle vostre richieste può esser accolto, ma ho alcuni dubbi sul mantenimento delle strutture complesse e sul punto nascita, in quanto in quest’ultimo caso siamo al di sotto della deroga della deroga (500 parti)”.

In una recente intervista  alla Nuova Sardegna, lo stesso Assessore sulla riforma sanitaria si esprimeva dichiarando il raggiungimento degli suoi obiettivi, ovvero quella della riduzione del disavanzo: “due anni fa raggiunto l’80% dell’obiettivo e nel 2017 quasi il 90%. Secondo le previsioni in 5 anni dovrebbero essere tagliati 216 milioni di costi”  il tutto  “senza tagliare servizi, né peggiorare l’assistenza”. 

In realtà, la situazione è alquanto differente. La crisi della sanità gallurese è ormai evidente con la chiusura dei reparti di Ginecologia e Ostetricia all’ospedale Paolo Dettori. Nel corso di una riunione del 9 maggio, con la presenza del comitato Mamme di Gallura e del Comitato organizzativo della precedente manifestazione del 18 luglio, tutti i comuni dell’Unione hanno deciso la stessa linea seguita dal Sindaco di Tempio  e sono pronte 1o nuove ordinanze contro l’Ats che daranno seguito ad una nuova battaglia.

Ferme sono le dichiarazioni del  Sindaco Andrea Biancareddu, come riportato dal comunicato ufficiale dal sito del comune:  “Nel corso di un’importante riunione all’Unione dei Comuni il Presidente e tutti i Sindaci mi hanno autorizzato a riferirvi che faranno un’ordinanza analoga alla mia chiedendo all’Ats la riapertura del reparto”. “Non solo. Insieme abbiamo chiesto a Moirano di venire a vedere lo stato in cui versa il nostro Ospedale” . “E se non bastasse siamo pronti anche a recarci insieme a Cagliari nella sede della Presidenza della giunta regionale per far sentire la nostra voce e quella dei nostri cittadini”. 

Il Sindaco di Tempio ha inoltre chiesto di essere sentito in commissione sanità e ha reclamato al contempo una visita urgente della stessa che finora, nonostante le reiterate richieste, non c’è mai stata, annunciando varie iniziative come, l’invito tramite un documento protocollato in Comune a segnalare i vari disservizi e i servizi negati, una nuova eventuale mobilitazione popolare e addirittura, una occupazione delle aule consiliari in segno di protesta.

Il 6 giugno si terrà inoltre, la prima udienza al Tar sull’ordinanza del Sindaco Biancareddu e sono al vaglio numerosi altri strumenti legali.

La battaglia sulla questione sanitaria è ora entrata nel vivo. Vede ora un territorio unito che vuole garantire servizi e assistenza ai propri cittadini, che non si prestano ad essere un mero fattore di spreco di bilancio, ma ad essere  soggetti titolari di diritti costituzionalmente garantiti, come il diritto all’uguaglianza ex art. 3 Cost, alla salute ex art 32 Cost. e il principio universale della dignità umana.

 

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