Nuovi nati in Gallura: il nord Sardegna tocca le 1.162 culle

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(Comnicato ASSL Olbia)

 Nell’anno appena trascorso sono nati in Gallura 1.162 bambini, con una piccola contrazione vicina al 5% delle nascite rispetto al 2016 (quando erano 1228), legata principalmente alla riduzione dei parti delle neo mamme straniere.

GLI OSPEDALI
La Maddalena
Dal 15 settembre 2016 è stata sospesa l’attività di degenza nel reparto di Ostetricia e Ginecologia; la Ats – Assl Olbia ha istituito un “Presidio di emergenza”, che prevede la presenza, in turno attivo o reperibile (H24), di una equipe composta da ginecologi, pediatri, anestesisti, ostetriche, in grado di garantire la presa in carico dei parti precipitosi o delle urgenze che necessitano di un intervento immediato. Sono stati 4 i parti registrati nel corso del 2017.Olbia
Nel 2017 nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia sono nati 968 bambini, contro i 977 del 2017 e i 915 del 2015. A questi si devono aggiungere un centinaio di donne che rischiavano di partorire prima della 34esima settimana, e da Olbia sono state indirizzate verso il Centro di secondo livello delle Cliniche Universitarie di Sassari che garantisce, a differenza della struttura olbiese, l’assistenza neonatologica con terapia intensiva.

Tra le partorienti registrate a Olbia nel 2017, 50 sono donne residenti a La Maddalena.

Tempio Pausania
Il reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale Paolo Dettori ha registrato 190 nascite, contro le 216 del 2016 e le 261 del 2015.

GLI STRANIERI
Le mamme di nazionalità straniera all’interno delle strutture galluresi sono state nel corso dell’anno appena passato 212, pari al 18% delle partorienti, percentuale che negli ultimi quattro anni sta andando sempre più riducendosi, andando a confermare una contrazione delle nascite in particolare tra le coppie straniere, passati dai 277 parti del 2014 ai 212 del 2017.

– Nella struttura tempiese le mamme straniere sono state 25; tra queste la comunità maggiormente rappresentata è quella romena (10 donne), seguita da quella polacca (4) e marocchina (3), per un totale di 11 nazionalità rappresentate.

– Anche quest’anno l’ospedale olbiese si caratterizza per la sua multietnicità: nel reparto materno-infantile il 20% del totale delle partorienti non è Italiano e le mamme provengono da 41 Paesi diversi. Il numero maggiore di neo mamme proviene dalla Romania con 74 parti; seguita da Marocco con 27 nati e dalla Polonia (11) e Germania (8).

“E’ importante notare come il numero delle italiane sia aumentato dell’1%, al contrario delle straniere la cui percentuale, per la prima volta dopo tanti anni, si è ridotta di una percentuale superiore all’1%. A questo dato contribuiscono in maniera determinante le giovani coppie di paesi dell’entroterra, come Budduso’ e Ala’ dei Sardi, e quelli della fascia costiera, dove i giovani si sono reinventati una economia, riuscendo così a superare la crisi, rendendo di fatto le coppie più propense alla creazione di una famiglia”, spiega Antonio Rubattu, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia.

L’ETA’ MEDIA DELLE DONNE
– Circa 75% delle donne che si è rivolta alla struttura di Olbia per mettere al mondo il proprio figlio ha meno di 35 anni; il restante sono invece over 35, con una rilevante quota di ultra quarantenni, che spesso ricorrono alla procreazione medicalmente assistita, che si conclude spesso con parti gemellari.

– A Tempio le partorienti hanno mediamente 30 anni.

I TAGLI CESAREI
– A Olbia su 968 parti, sono stati eseguiti 317 cesarei (32,7%)

– A Tempio Pausania su 190 parti, 79 cesarei (41,5%).

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