Museo all’Aperto di Aggius: l’arte e cultura come modello di sviluppo a misura d’uomo.

                                       Un’immagine di uno dei murales dell’artista Tellas realizzati ad Aggius

“Non chiamatelo miracolo, perché il miracolo è un evento di natura fortuita e occasionale, ma una visione frutto di una progettazione di anni di studio e lavoro”, queste sono le parole del sindaco di Aggius Nicola Muzzu durante il suo intervento del 9 giugno all’inaugurazione del Museo di Arte contemporanea AAAperto

Nulla è improvvisato o lasciato al caso, ma caratterizzato da scelte strategiche ben precise, che ha visto coinvolte diverse realtà nel tempo: realtà di indirizzo politico-amministrativo, determinate da scelte attuate dall’amministrazione odierna, con il culmine dell’ottenimento della certificazione “Borgo autentico”, ma anche quelle della precedente amministrazione del ex sindaco Francesco Muntoni,; la realtà associativa dovuta al contributo in primo luogo, dall’Associazione culturale Museo di Aggius nella cura,  nell’organizzazione e scelta delle opere d’arte contemporanea; dai numerosi artisti, da Sanna, Lai e Tellas che hanno contribuito alla realizzazione delle creazioni artistiche, e soprattutto la partecipazione sociale e coinvolgimento degli abitanti, che sono diventati loro stessi, offrendo i loro spazi per l’esposizione, i garanti e i custodi delle opere d’arte.

Diverse realtà della società con differenti compiti, accomunate però da un’unica visione, quella dello sviluppo sostenibile della città, mettendo al centro l’amore per l’arte e la cultura, il proprio paesaggio, alla ricerca di un’ idea di turismo silenzioso che potesse rispettare gli spazi e gli ambienti quotidiani della comunità.

Ed è proprio il “rispetto dello spazio”,  secondo la curatrice e storica d’arte Micaela Deiana, l’obiettivo prefissato nella realizzazione del progetto del Museo all’Aperto, ribadendo che

” ciò che accomuna i lavori è che, al di là dei mezzi realizzati, tutti hanno un grande rispetto per lo spazio in cui si inseriscono, derivato da una capacità di ascolto degli artisti, i quali hanno lavorato su diverse superfici con la propria cifra stilistica ma facendo attenzione allo spazio, la storia e quello che la comunità produce ad Aggius. Persino gli interventi di Tellas di street art sono estremamente delicate nel modo in cui si relazionano al paesaggio”.

Secondo l’esperta, una delle prime opere che si relaziona al paesaggio di Aggius è quella dell’artista Giovanni Campus dal titolo “Tempo e Processo”, spiegando che in queste due parole c’è praticamente il segreto del successo di Aggius:

“ci si è presi il tempo di ascoltare e produrre e si è avuto cura del processo di produzione. Tutto questo si è potuto realizzare perché tutti hanno collaborato, non solo gli artisti che si sono mezzi a disposizione, ma gli operatori che tanto hanno lavorato in termini di politica culturale e di facilitazione e nella comunità che ha saputo accettare questo, perché immagino ci voglia un bel po di tempo per acquisire l’ascolto quando un opera ti spunta davanti casa ed entra far parte della tua vita”. Capacità d’ascolto, soprattutto accessibilità e spazio aperto, con la possibilità degli artisti di lavorare su un intero paese, e per chi viene da fuori o per chi vive tutti i giorni , dare la possibilità di continuare a guardare gli stessi luoghi con occhi diversi, proprio grazie all’intervento degli artisti”.

E’ possibile, allo stato dei fatti, parlare della nascita in Gallura di un modello-Aggius, un modello basato sulla progettazione negli anni e la pianificazione di scelte strategiche per la città; della messa a disposizione di un’arte “inclusiva“, visibile all’esterno per poter essere apprezzata e gradita da tutti i turisti e non; di ascolto, coordinazione e collaborazione dei vari livelli della comunità, per la realizzazione di un’unica visione, lo sviluppo armonico della comunità, a misura d’uomo, rispettando il proprio paesaggio e la propria storia.

Da esempio, quindi, per numerose città limitrofe, tra cui Tempio, a cui per troppi anni si può imputare la mancanza di una propria pianificazione a lungo periodo, a dispetto invece, di quel ricco potenziale di beni storici e paesistici che può offrire. Un esempio lampante, la mancanza di visibilità delle opere dell’artista Pinuccio Sciola a Rinaggiu, finite ormai nel dimenticatoio.

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