La Maddalena (OT): Mostra “La storia dell’Arcipelago nell’Opera di Luigi Bottoni e nello sguardo di Fabio Presutti”

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Mostra “La storia dell’Arcipelago di la Maddalena nell’Opera di Luigi Bottoni”

Esposizione modellini di Luigi Bottoni e fotografie di Fabio Presutti.

Luigi Bottoni
Luigi Bottoni nacque il 6 Settembre del 1935 a Palau per pura casualità. La madre, Corinna, che lo portava in grembo, si era allontanata da La Maddalena per andare a trovare il marito Attilio, allora militare di stanza alla Batteria di Baragge, dove la donna fu costretta a partorire. Luigi, secondo di sei figli, vedeva quindi la luce nella fortezza militare che guardava l’Arcipelago e scriveva già il suo destino. Poco dopo Attilio, con la famiglia, fu trasferito a Guardia Vecchia; successivamente trovò lavoro in Arsenale e purtoppo anche la morte, schiacciato da una barca. Luigi, orfano di Stato, partecipò ad un concorso statale e diventò fanalista. Lavorò al faro di Capo Comino, a Siniscola, e in quello di Punta Sardegna, a Palau, per periodi di circa un anno. Dopo il matrimonio fu trasferito con la famiglia al faro dell’Isola Bocca, ad Olbia, dove rimase per due anni e mezzo. Ancora oggi sono memorabili i suoi racconti del trasloco, avvenuto con un piccolo gozzo con cui portò armadi, divani e tavoli. Era un fanalista e le condizioni di solitudine portano l’uomo a doversi arrangiare e dunque a saper far tutto: esser manovale, fabbro e falegname. Era un uomo abituato a posare necessariamente il suo sguardo sugli orizzonti, quelli che si stagliavano dalle fortezze e poi dai fari, in luoghi isolati e selvaggi che si ergono in punti panoramici lontano dalla vita, immersi nel più totale silenzio, lo stesso che nutre lo spirito e che nel caso di Luigi alimentò una vena artistica che incanalò nella pittura e nella creazione di modellini. Cominciò con quelli di barche, soprattutto leudi, poi, in pensione, passò ai Fari, dove aveva vissuto, fino ad arrivare ai Fortini, dove aveva preso fiato ed aperto gli occhi per la prima volta. Andava frequentemente presso vari enti al fine di trovare i prospetti delle costruzioni in scala e spesso non gli venivano forniti. Perciò si basava su foto e misurazioni del reale, lui che conosceva palmo a palmo ogni angolo della sua amata Isola.

Fabio Presutti
La sua attività fotografica ha inizio nel 1979, quando spinto dalla passione verso la natura, cominciò a fotografare le specie dell’avifauna locale. La curiosità verso la natura in tutti i suoi aspetti lo portarono a diventare un profondo conoscitore dell’ambiente della Sardegna e a specializzarsi in tecniche di ripresa particolari come la macro. Il suo archivio oggi comprende circa 50.000 immagini, dia e digitali, prevalentemente a carattere naturalistico: flora, fauna e paesaggio; ma anche di reportage, archeologia e costume. Dal 2007 è Guida Ambientale Escursionistica della Regione Sardegna. Durante le sue ricerche, nel 2006 ha scoperto un’importante nuova specie per la flora italiana: la Jasone maritima. Nel 2014, sei nuove specie per l’Arcipelago di La Maddalena: Verbascum nigrum, Alisma lanceolatum, Carduus nutans, Limonium sinuatum, Eudianthe coeli-rosa, Romulea rollii. Nel 2006, in seguito ad un suo avvistamento dello squalo elefante nelle acque dell’Arcipelago, ha collaborato con il gruppo di ricerca MedSharks ed il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, realizzando così la prima marchiatura di questa specie nel Mediterraneo. Presutti ha curato la documentazione fotografica per l’apparato illustrativo di molti libri e collabora con varie agenzie fotografiche.

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