La Maddalena (OT). Ma il GECT-PMIBB c’è ancora?

Quando si vuole far vedere che qualcosa si sta muovendo e che l’inerzia è solo apparente,  si “riciccia” il GECT-PMIBB, buono per ogni stagione, visto che nessuno ha notizie certe in merito ed è provvisto di un suo grado di mistero che permette di poterlo utilizzare alla bisogna. E’ di ieri l’ultimo di questi avvistamenti , il tavolo tecnico pubblicizzato dal Parco, che avrebbe voluto, da una parte dimostrare alla cittadinanza che il Parco ha ricominciato ad operare e dall’altra che ha ricominciato da uno degli strumenti finanziari più importanti. Ma, naturalmente, come tutti i passi che l’Ente Parco continua a fare, anche questo è un passo falso. Non è certamente responsabilità del Commissario dell’Ente in quanto questa ennesima storia di inefficienza e incapacità risale alla vecchia presidenza e le responsabilità sono molto ben distribuite tra una parte e l’altra delle Bocche ed hanno nomi e cognomi, ma si è ricominciato con la polvere negli occhi dei tavoli tecnici, e poi saranno incontri operativi, e poi ancora tavoli di confronto, e poi di coordinamento ecc. ecc.  in un crescendo insopportabile come ci ha abituati solo la precedente presidenza dell’Ente, che anche per questo è stata commissariata. Eppure….il GECT-PMIBB rappresenta uno degli strumenti che avrebbero potuto incidere più profondamente sulla risoluzione delle problematiche ambientali e sullo sviluppo turistico e sostenibile dell’Arcipelago, grazie al grosso impegno finanziario che l’Europa ha messo in campo attraverso questo Programma. Vi chiederete perché ne parlo al passato. Perché la vicenda risale a ben quattro anni fa, quando il Parco dell’Arcipelago di La Maddalena, insieme all’Ufficio per l’Ambiente Corso, ha dato vita al progetto, finanziato con 1 milione e 800mila dall’Unione Europea attraverso il P.O. Marittimo 2007/13 e finalizzato all’istituzione del GECT-PMIBB (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale – Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio). Questo nuovo organismo, a cui era stata data una dotazione finanziaria di 1 milione e 800 mila euro, secondo gli intendimenti europei  avrebbe dovuto essere istituito dal Giugno 2013 e dare vita a una struttura operativa capace di investire i fondi che l’Unione Europea mette a disposizione dei GECT per progetti di valorizzazione territoriale, protezione e sviluppo sostenibile (centinaia di milioni). Questo organismo prevedeva un consiglio di amministrazione e un presidente, Giuseppe Bonanno, già presidente del Parco dell’Arcipelago, che avrebbe dovuto traghettare il GECT verso la sua completa operatività. Ma niente di tutto ciò è avvenuto, tanto che lo scorso anno, proprio in questi stessi giorni, la Presidenza del Consiglio, cui tutti i GECT fanno capo, minacciò il Parco di cancellare questo GECT-PMIBB se il Presidente non avesse avviato concretamente la sua operatività, insediando la struttura. Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti, molti…tavoli tecnici, giornate di studio, coordinamenti ecc. ma la struttura operativa vera e propria non è mai stata avviata. Concreto è quindi il rischio, oggi, che quei fondi siano stati persi  e che il Programma GECT-PMIBB sia stato addirittura cancellato. Poiché siamo stanchi di denunciare le profonde incapacità che hanno messo in ginocchio istituzioni e sviluppo del territorio, possiamo soffermarci solo su un fatto che di per sé rende bene l’idea della negligenza generale: aver buttato al vento il milione e ottocento mila euro serviti al progetto solo per nominare presidente, consiglieri e stilare uno statuto. In un momento in cui molte attività sono bloccate per mancanza di fondi, la perdita di questi soldi ha un sapore molto amaro. Noi cittadini, che attendiamo da anni che le istituzioni facciano cose concrete e positive per il benessere degli abitanti e la valorizzazione dei luoghi, che denunciamo e soffriamo le condizioni di disagio in cui siamo costretti a vivere in questo paese, diciamo basta alle rappresentazioni di facciata, alle pantomime mediatiche e chiediamo di sapere solo una cosa: se tra i lasciti dell’ex presidente c’è anche la perdita definitiva dei fondi europei per il GECT-PMIBB. Se così non fosse, ed ancora c’è qualche speranza di recuperarli, allora l’unico tavolo che aspettiamo è l’insediamento operativo del GECT-PMIBB. Contesteremo e denunceremo qualsiasi altra forma di melina.

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