La Maddalena (OT). Fantasmi si aggirano nel Mediterraneo. A proposito del Santuario dei Cetacei

Oggigiorno è cambiata inesorabilmente la modalità propositiva dei maggiori cambiamenti sociali e culturali che la politica e le istituzioni propongono e mettono in campo. Al contrario di come accadeva nel passato, laddove le modifiche di determinati status avvenivano prima di tutto nella realtà dei movimenti, delle comunità, dei gruppi di opinione che spingevano verso un determinato cambiamento, oggi nelle società virtuali si parte dalle carte, si continua con le carte, si finisce sommersi dalle carte. Ma nella realtà niente si modifica. Nelle carte “vive” un mondo illusorio, dove ogni cosa è al suo posto, ogni azione ha un suo perché e si dipana secondo processi irreprensibili. Di cosa sto parlando? Del Santuario dei Cetacei, definizione ridondante che sottintende una politica proiettata verso la protezione congiunta (tre o quattro Paesi coinvolti) di un’area vasta del Mediterraneo a tutela dei grandi cetacei. Un obiettivo che le associazioni ambientaliste hanno voluto, sul quale hanno spinto ma che si è trasformato in un  risultato di carta. Poiché esiste un organismo, credo si chiami segretariato (?) che continua a macinare protocolli d’intesa sul nulla. L’ultima nata è la Carta di Partenariato Pelagos per la quale sono state scomodate il fior fiore delle autorevoli “sentinelle” dei nostri mari al grido di “La tutela del nostro mare deve essere sempre una priorità, per tutti”. Ma di azioni concrete neanche l’ombra. Anzi. Se ti arrischi a cercare contatti con questo fantomatico Santuario per proporgli azioni concrete, ti viene gentilmente detto che devi far riferimento al Ministero dell’Ambiente, il quale ti proietta nel buco nero di corridoi deserti e di telefoni che squillano a vuoto. Salvo poi, ciclicamente, meglio se a ridosso della stagione estiva in cui si parla volentieri di mare e di tutti  i suoi accessori, dai corridoi deserti saltano fuori autorevoli funzionari che firmano interessanti protocolli mentre le petroliere continuano a solcare quel Mediterraneo “protetto”, i rumori, la cattura e le ferite accidentali, tutte le cause di disturbo per i cetacei, continuano a pressare l’habitat di questi meravigliosi mammiferi marini.  Non è così? Allora chiediamo ai responsabili di questo “santuario della carta” di promuovere un incontro tra tutti i Paesi coinvolti in cui si spieghi chi sono, cosa stanno facendo concretamente e quali sono gli obiettivi realistici di questa azione di tutela che sembra più una formidabile dichiarazione d’intenti sul nulla. A proposito di fake news, o in italiano forbito….bufale a mezzo stampa.

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