La Maddalena (OT). “Dal letame nascono i fior”. In Sardegna, un case study internazionale

Sempre continuando la riflessione, partita dall’impedimento per l’isola di La Maddalena di poter accedere alle autorizzazioni per qualsiasi nuova fonte energetica alternativa,  sullo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili in Sardegna, che a macchia di leopardo e in assenza di una programmazione comprensiva di tutto il territorio,  viene portata avanti da chi nel privato ha preso quella strada, vorrei mettere in risalto un’esperienza sperimentale molto interessante che è stata avviata ad Arborea da una cooperativa lattiero-casearia, e che è diventato un caso d’interesse e di studio anche internazionale: alimentare camion e veicoli professionali dell’azienda con biogas e biometano. Il progetto, uno dei più promettenti nel campo delle bioenergie, capace di comprendere, nello stesso ciclo aziendale mobilità e agricoltura, riguarda l’utilizzo dei reflui (letame) degli allevamenti, il cui smaltimento rappresenta sull’isola ma anche a livello nazionale un problema per i limiti imposti dalla Direttiva Nitrati,  per alimentare i veicoli aziendali. Una innovazione non di poco conto poiché rappresenta uno dei primi modelli “circolari” nazionali di integrazione della filiera del biogas e del biometano in agricoltura. Lo ha ricordato anche il CIB, Consorzio Italiano Biogas, che ha presentato il progetto a Regatec 2016, la terza conferenza internazionale sulle tecnologia di gas ed energia rinnovabili, che si è svolta a Malmoe, in Svezia nel maggio scorso. La case history di Arborea sarà anche al centro del progetto europeo Isaac per la crescita della “consapevolezza sociale del biogas e del biometano”, coordinato da AzzeroCO2, in partnership con il Cnr, Il Consorzio Italiano Biogas, Legambiente e ChimicaVerde e finanziato dal programma Horizon 2020. La cooperativa di Arborea, che prende il nome dall’omonima cittadina di appena 4mila abitanti, è la più grande realtà lattiero-casearia della Sardegna e gestisce il 90% del latte vaccino prodotto nell’isola. Purtroppo però, Arborea si trova in una zona considerata vulnerabile da nitrati e il terreno non risulta sufficiente per smaltire il letame prodotto. Poiché ciò rappresenta un grave problema sia a livello ambientale che economico, si è pensato di risolverlo grazie a un progetto di gestione del letame di 50mila mucche, che richiederà un investimento di 10 milioni di euro in meno di 2 anni e che attraverso l’alimentazione a biogas e biometano  dei veicoli aziendali potrà abbattere le emissioni di CO2 del 97% rispetto a un corrispondete automezzo che viaggia con combustibili fossili, con una riduzione, inoltre, del 90% del particolato e del 50% di ossidi di azoto. Per portare a termine questo progetto sperimentale, la cooperativa di Arborea ha bandito, lo scorso maggio, una gara invitando 13 aziende altamente qualificate da tutta Europa. Tutti gli occhi sono puntati su questo case study poiché rappresenta per l’intera Sardegna, sprovvista di una rete capillare di distribuzione del gas, il futuro energetico possibile e sostenibile, circolare e pulito.

 

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