La Maddalena (OT). Cosa aspetta la Regione a scegliere i presidenti dei due Parchi nazionali sardi?

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La difficoltà con la quale la Regione Sardegna e gli Enti locali interessati stanno gestendo la decisione sulla presidenza dei due Parchi nazionali Asinara e Arcipelago rende evidente il mediocre livello politico della classe dirigente isolana. Non raggiungere nessun accordo sui nomi dei presidenti dei due Parchi significa, realisticamente, dare l’opportunità al Ministero dell’Ambiente, una volta approvata la riforma della legge sui parchi, di decidere dall’alto, escludendo la Regione Sardegna, poiché la riforma, in mancanza di un’intesa sui nomi, dà al Ministero e al Ministro in carica, la possibilità di una scelta autonoma. Altro che dal basso!!! Si ritorna, e di corsa, ad un centralismo (democratico?) insopportabile che è stato anche quello che ha permesso i ridimensionamenti nella Sanità ed in altri settori strategici e vitali per le Regioni. Ora, che gli amministratori locali e la Regione Sardegna si arrendano a questo stato di cose lasciando a Roma la possibilità di scelta sui soli due Parchi nazionali ricadenti sul proprio territorio, è difficile da accettare. E’ la dimostrazione palese della crisi politica attuale che ha accecato gli occhi e le menti di chi ci governa e che non permette una visione strategica a lungo termine, ma solo la persistenza ossessiva sulle beghe e i conflitti locali, sui personalismi e sulle lotte di potere come abbiamo visto così bene al Parco dell’Arcipelago de La Maddalena. E la riforma della Legge 394 è praticamente in dirittura d’arrivo poiché è stata già licenziata in Commissione Ambiente della Camera (con alcune modifiche) ed arriva alla discussione in Aula di Montecitorio a metà maggio. Cosa aspetta la Regione a decidere senza farsi scippare quest’altra importante prerogativa? Perché oggi è ancora obbligatoria l’intesa Stato – Regione, ma da domani non sarà più vincolante!

 

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