La Maddalena (OT). Al Parco gli ultimi fuochi…fatui

L’accanimento terapeutico con cui il ministero dell’Ambiente ha tenuto in vita il Presidente del Parco, fino al limite del tracollo finanziario e amministrativo dell’intero Ente, è stato interrotto un mese fa, spegnendo le macchine che davano ossigeno agli Organi e dichiarando attive le procedure di commissariamento dell’Ente.  Una fine inevitabile alla luce delle responsabilità gravi che si sono evidenziate e che sono apparse chiare, anche a un Ministero fino ad allora cieco e sordo, grazie a chi, ex direttore e consiglieri “dissidenti” hanno messo in luce la manipolazione e mistificazione dei metodi e delle procedure indispensabili a portare avanti il lavoro politico e amministrativo del Parco, da parte del suo Presidente.  Un Presidente che fino all’ultimo dimostra di aver voluto determinare e forzare lungo un sentiero strettissimo l’andamento degli eventi, costringendo il Consiglio a dover difendere, in ogni passaggio ufficiale (Consigli richiesti, respinti, e poi riconfermati, ma ai quali non ha mai partecipato), una regolarità di criterio e una validità delle procedure nel rispetto delle istituzioni in cui si è tentato di portare un contributo.  Fino a ieri, quando ormai in “zona Cesarini” lo stesso Presidente ha convocato un ultimo Consiglio, con all’Ordine del giorno tutto il compendio di dieci anni di cui gli ultimi segnati da inattività, Consiglio Direttivo a cui non si è, “come al solito – dicono i Consiglieri”, presentato per ritardi del treno che avrebbe dovuto portarlo all’isola. Stante il fatto che forse ha sbagliato, gli diciamo sommessamente, mezzo di locomozione, è, secondo i Consiglieri “l’ennesima assenza del Presidente Bonanno, che sembra non abbia intenzione di incontrare il Consiglio Direttivo. Infatti sono ormai parecchi mesi che il Presidente non partecipa a sedute dell’organo che è pagato per presiedere, laddove tutti gli altri consiglieri svolgono il proprio ruolo gratis, sottraendo tempo al proprio lavoro e senza neanche diritto a rimborsi per spese telefoniche o di carburante. Nei mesi scorsi, tra le disparate scuse avanzate dal Dr. Bonanno per non confrontarsi con i Consiglieri, ricordiamo: 1) motivi di lavoro, 2) perché non condivideva le richieste di convocazione avanzate dai sottoscritti, 3) inaugurazione dell’istituto giuridico dell’autosospensione (da lui inventato ad hoc) 4) ritardo del treno”. Emerge dalle parole di Mauro Bittu, Enzo Di Fraia, Luca Ronchi e Carlo Rotta, la rabbia contenuta di coloro che “l’avevano detto” che niente andava come doveva, fin dalla guerra intrapresa dal Presidente contro l’ex direttore, guerra che annunciava la volontà di distorcere le procedure per riprendersi in mano un potere di indirizzo e di gestione che sentiva di stare perdendo. Un capolavoro. Mutuando le parole di Padellaro su Renzi: “Bonanno voleva tutto e non ha avuto niente”.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

Notificami
avatar
AdBlocker rilevato!

Abbiamo rilevato ADBlock  nel vostro browser. Affinché possiamo continuare a offrirvi il nostro servizio nel miglior modo possibile dovreste disattivarlo oppure inserire www.piazzagallura.org nella vostra withelist. Nel nostro sito non appariranno mai video pop-up fastidiosi che rendono impossibile la lettura delle notizie. Grazie per la vostra cortese collaborazione PIAZZAgallura.org

Close