La chiusura delle nuove quattro province potrebbe essere un buon inizio [ma, naturalmente, non lo sarà]

La macchina politico-burocratica in Sardegna è un mostro mangiasoldi e dispensatore di inefficienza. Chiunque abiti nell’ isola vede tutti i giorni con i suoi occhi un florilegio di spreco. Un esempio per tutti: Abbanoa con i suoi 900 milioni di debiti. Ma è solo un esempio tra le centinaia. L’ abolizione delle nuove provincie potrebbe essere un primo passo per risollevare le sorti di una regione allo stremo: disoccupazione alle stelle, povertà in aumento … tanto per intenderci. Siamo ad un punto di non ritorno : o viene bloccato questa mare putrescente di inefficienza e di spreco o, noi sardi, non avremo la possibilità di usufruire di servizi essenziali come la sanità o la tutela dell’ ambiente. Ma una classe politica ( ad essere bonari) inefficiente, inadeguata ed obsoleta non può riuscire a farci fare marcia indietro da questo punto di non ritorno. E’ avida di voti e di prebende ed incurante del bene comune. Certo che da questo mare di inefficienza ci campano centinaia di famiglie dalle quali provengono migliaia di voti. Ma la scelta è tra il porre fine agli sprechi o non avere le cure adeguate quando ne abbiamo bisogno.

p.s. Le provincie, per la verità, le avremmo abolite tutte per referendum, ma la volontà popolare a quanto si vede conta solo per le elezioni politiche ed amministrative (sic!).

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