I preziosi abiti di scena del tenore tempiese Bernardo De Muro esposti a Sassari

(Comunicato del comune di Tempio Pausania)

I raffinati e preziosi costumi di scena indossati del tenore tempiese Bernardo De Muro durante le sue esibizioni, vere e proprie opere d’arte create dal genio di Luigi Sapelli, mago del teatro italiano, sono in questo momento in trasferta a Sassari. Fanno parte della mostra “Altri Esotismi. Artisti sardi e Orientalismo”, frutto del dialogo costante tra la Fondazione Sardegna e numerosi enti, istituzioni pubbliche e private, dentro e fuori dall’Isola, tra cui anche il Comune di Tempio che, vista l’importanza del percorso espositivo, ha aderito all’iniziativa attraverso il prestito dei preziosi manufatti dopo aver ottenuto l’assenso della Soprintendenza.Nuova tappa del Progetto AR/S – Arte Condivisa in Sardegna, la mostra, a cura di Maria Paola Dettori, è stata inaugurata giovedì 2 marzo 2017, alle ore 18, nell’ Ex Convento del Carmelo – Museo dell’arte del Novecento e del Contemporaneo, a Sassari e rimarràaperta al pubblico dal martedì alla domenica (lunedì chiuso), dalle 10 alle 13.00 e dalle 17 alle 20, sino al 15 giugno 2017.Un viaggio lungo 100 anni raccontati con lo sguardo degli artisti isolani attirati dal mito di terre vergini, sconosciute ed esotiche. Sul sito della Fondazione Sardegna si parla di oltre oltre 100 opere da ammirare, tra dipinti, sculture, ceramiche, fotografie, documenti, riviste e illustrazioni, costumi di scena per l’opera lirica, di alcuni dei protagonisti della storia dell’arte sarda tra Ottocento e Novecento. Nel descrivere gli artisti protagonisti la Fondazione Sardegna sottolinea l’opera, fondamentale, di Giuseppe Biasi, in Nord Africa tra 1924 e ’27; ma, prima, Giovanni Marghinotti e il sogno risorgimentale della patria libera e redenta; lo sconosciuto Marius Ledda, pittore cagliaritano cronista di guerra a Tripoli durante gli anni dell’invasione della Libia (1911/13); e ancora la Tripolitania è protagonista conMelkiorre Melis, nei trionfi coloniali di Cesare Cabras, negli scorci assolati di Bengasi fermati da Mario Delitala. Insieme alla pittura il magnifico bestiario di bronzo di Albino Manca e gli abiti di scena di Bernardo De Muro. In particolare la preziosa bellezza deicostumi color arancio, verde e turchese completi di accessori del condottiero egiziano Radamés, indossati nell’opera Aida di Giuseppe Verdi ed un costume, l’Osaka, indossato nell’opera Iris di Pietro Mascagni, normalmente esposti nel Museo Bernardo De Muro di Tempio Pausania.

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