giuseppe pulina: un uomo di pensiero a cui piace il fare

giuseppe pulina

Il prof Giuseppe Pulina

Tempio Pausania (OT) 15 dicembre 2014. Giuseppe Pulina è filosofo, pensatore, giornalista e scrittore, ma – forse sopratutto – anche insegnante come ben sanno i suoi numerosi allievi dai quali è stato ed è seguito con interesse ed ammirazione. Questo grazie alla sua preparazione oltre che alle capacità di divulgazione e di comunicazione. La sua, quindi, non è solo un’ attività teoretica ma si rivolge anche alla prassicome quando, ad esempio, organizza gli incontri “Il venerdì al Dettori”.

In questi giorni abbiamo incontrato Giuseppe Pulina al quale abbiamo posto qualche domanda:

Perché hai deciso di occuparti di filosofia?

Domanda difficile per uno che fa il mestiere che ama grazie a scelte maturate con un buon grado di spavalda leggerezza. Da ragazzo, da quando cioè ho iniziato a leggere con un certo interesse la poesia, volevo fare di me un poeta. Uno che, insomma, racconta il mondo attraversandolo e assimilandolo. La versione istituzionalizzata di quella velleità che per varie ragioni non ho potuto mai realizzare è quello che sono attualmente: un insegnante di filosofia che, quando pratica la ricerca filosofica (cosa che cerco di fare nei miei libri), prova con altre vie ad assimilare e attraversare quel mondo. Che sia dentro o fuori, qui poco importa.


Quali sono gli autori che ti hanno maggiormente influenzato?

La prima cotta filosofica è stata per Platone, filosofo che aveva tutti i requisiti in regola per compiacere le mie aspettative: politicamente impegnato, grande idealista, artista quel tanto che basta (mica poco, poi), aperto a visioni trascendentalistiche. Come accade un po’ a tutti, ho subito anche io il fascino dei pensatori maledetti, i cavalieri dell’Apocalisse, figli più o meno legittimi di Schopenhauer. Mi occupo sempre di Carlo Michelstaedter, il filosofo che morì suicida a 23 anni. Oggi però il mio grande interesse sono Nietzsche, i personalisti cristiani, Morin e filosofi ebrei come Buber e Levinas.
Hai scritto libri interessanti. È più importante leggere o scrivere di filosofia?

Dirò una banalità: se la leggi, finisce che poi la scrivi. Dico questo perché a leggere libri di filosofia oggi in Italia e non solo sono sicuramente poche persone. Ricambio, tuttavia, la domanda con un’altra domanda, un po’ come si fa a poker quando si vuole aumentare la posta nel piatto: quanti e quali libri di filosofia del nostro tempo possono esserci davvero utili per vivere meglio e, per dirla con il vecchio Socrate, per rendere meno indegna questa nostra vita?

 

La filosofia è attuale?
La filosofia prima (termine con il quale non mi riferisco più alla classica accezione del pensiero metafisico) vuole essere il racconto del tempo e la decifrazione di un possibile senso della realtà. Sino a quando ci sarà un tempo (ovviamente rido di questa mia affermazione) e il senso che cerchiamo continuerà a mancare, la filosofia avrà più di una ragione per gridare e difendere la sua attualità.

 

L’intellettuale del futuro, secondo te, dovrà utilizzare un singolo mezzo di comunicazione (ad esempio il libro) o crossmediale cioè utilizzare più strumenti di comunicazione (libro, giornale, televisione, cinema, internet)?

Vivrà di libri, ma potrà sopravvivere padroneggiando le forme di comunicazione che la società tecnologica potrà offrirgli. Dovrebbe diventare un garante della buona prassi della crossmedialità. Non sarebbe altro che un’estensione del campo della comunicazione in cui, secondo Habermas e Hannah Arendt, prende forma la vera democrazia.

Profilo

Giuseppe Pulina, sassarese, cinquantunenne, insegna filosofia al Liceo “Dettori” e Antropologia filosofica presso l’Istituto Euromediterraneo di Tempio Pausania, di cui dirige la rivista “Mnemos Ammentos”. Ha all’attivo studi sulle filosofie personalistiche (L’angelo di Husserl. Introduzione a Edith Stein, Zona 2008), sul rapporto tra etologia e filosofia (Minima Animalia, Mediando 2005; Animali e filosofi, Giunti 2008, e, in collaborazione con Francesca Rigotti, Asini e filosofi, Interlinea 2010). Si è occupato di musica (La cura. Anche tu sei un essere speciale, Zona 2010) ed epistemologia (Pillole di filosofia della scienza per ricercatori in formazione, Plus, 2012). Ha dato recentemente alle stampe Rigor cordis. Per una filosofia del cuore (Zona, 2013). Nella primavera del 2015, per i tipi dell’editore “Il Giardino dei Pensieri”, uscirà con un nuovo libro sui rapporti tra la filosofia e la memoria di Auschwitz.

 

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2 Commenti on "giuseppe pulina: un uomo di pensiero a cui piace il fare"

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Ringrazio il professor Ghezzo per le belle parole e per lo spazio dedicatomi.

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