Da lunedì 2 gennaio 2017 addio (senza rimpianti) alle ASL arriva (senza speranze) la ATS

aslolbia

Come previsto dal legge regionale (per la precisione la 17 del 2016) La ASL della Sardegna dal 2 gennaio 2017 chiudono i battenti ed arriva nuova di zecca come un cappotto rigirato La Azienda per la Tutela della Salute con sede unica a Cagliari ma con 8 distretti come le vecchie ASL. Cosa cambierà? Nulla, ovviamente. I nostri politici sono dei veri professionisti nell’inventarsi nomi nuovi per contenuti vecchi. La solo idea che debba essere una Azienda ad occuparsi della salute ha qualcosa di sinistro come se la salute fosse un business. Naturalmente, il presupposto dell’economicità è tutto a sfavore dei cittadini e tutta a favore di manager e di una struttura amministrativa degna dell’antica Bisanzio. La sanità pubblica in Italia, lo sappiamo bene è al collasso, e subisce le sforbiciate impietose ed irrazionali del risparmio sulla spesa pubblica con conseguenti mancati investimenti nelle strutture e sopratutto nelle conoscenze. Ci aspettano tempi duri fatti di Case della Salute e altre amenità del genere. Particolarmente duri per le piccole realtà come La Maddalena e Tempio colpite anche dall’essere in periferia e senza adeguate vie di trasporto ( basta pensare la riparazione della strada Olbia Tempio dopo le distruzione di Cleopatra è al di là da venire).
Comunque col finire dell’anno nuovo avremo qualcosa di vecchio da buttar della finestra: la ATS ooops pardon le ASL. Speriamo che i valenti difensori delle realtà sanitarie periferiche buttino dalla finestra la convinzione che il ridimensionamento di determinate strutture fosse dovuto alla volontà di questo o quel commissario ed individuino le vere responsabilità politiche.
Addio ASL, addio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *