Chiusura del Centro Trasfusionale di Tempio: la precisazione della Asl di Olbia

Nel sito ufficiale della Asl di Olbia si legge quanto segue:

In merito all’articolo “Centro Trasfusionale vicino alla chiusura”, pubblicato nelle pagine de la Nuova Sardegna il 25 novembre 2014, per un dovere di corretta informazione è necessario precisare quanto segue:

“Quanto affermato nell’articolo da alcuni esponenti delle organizzazioni sindacali è falso. Ci troviamo di fronte ai soliti e periodici attacchi pretestuosi dei due sindacalisti e dipendenti dell’Azienda, che altro non fanno che creare un infondato allarmismo tra la popolazione”, spiega il direttore generale della Asl di Olbia, Giovanni Antonio Fadda.
“Nessuno intende abolire il Centro Trasfusionale, come invece viene dichiarato dai due sindacalisti”, aggiunge il manager.

Il Centro Trasfusionale è una struttura Aziendale con la direzione affidata alla dottoressa Maddalena Lendini, e l’attività di raccolta-lavorazione-validazione-assegnazione garantita nel centro trasfusionale del presidio ospedalieri di Tempio Pausania, che opera nell’ambito del Centro Trasfusionale aziendale.

La Regione Sardegna, con la delibera n. 35/21 del 12 settembre 2014, ha approvato il nuovo “Assetto organizzativo temporaneo della Rete Trasfusionale regionale”: “Nella riorganizzazione, temporanea, prevista dall’Assessorato regionale, si prevede per il Centro Trasfusionale di Tempio Pausania abbia un Centro di raccolta, con attività di medicina trasfusionale, come l’assegnazione delle sacche di sangue e anche l’effettuazione di trasfusioni; la lavorazione (quindi la centrifugazione e la separazione degli emocomponenti) e la validazione delle sacche (l’effettuazione degli esami per stabilire l’idoneità delle sacche all’uso trasfusionale) avverrebbe invece nel Centro aziendale di Olbia. È necessario però precisare che già da tempo alcune lavorazioni particolari, come quelle per l’Hiv o per le epatiti, in tutta la Sardegna vengono eseguite solo a Cagliari e Sassari, quindi nella Asl 2 abbiamo già delle lavorazioni che vengono portate all’esterno dei nei centri trasfusionali; si tratta di una organizzazione delle rete regionale che in molte regioni italiane è operativa già da tempo, a cui la Regione Sardegna ora si sta adeguando. Ma questo non comporta alcun problema né per l’utenza, né tantomeno per l’attività chirurgica o di emergenza che verrà comunque garantita nelle nostre strutture, consentendo però un risparmio delle risorse e una maggiore qualità delle prestazioni”, ha detto il direttore del Centro Trasfusionale della Asl di Olbia, Maddalena Lendini.
Affermare che: “si tratta di una decisione gravissima che mette a serio pericolo la vita dei cittadini”, o che “Tempio non potrebbe più operare per mancanza di sangue e nel caso di interventi urgenti dovrebbe aspettare che arrivi il sangue da Olbia”, come si legge nell’articolo pubblicato a pagina 27 del quotidiana La Nuova Sardegna, “è falso”, replica il manager dell’Azienda sanitaria, Fadda. “Ci troviamo dinanzi a dichiarazioni false”, ribadisce il Dg Fadda, “che non fanno altro che ingenerare nella popolazione infondate preoccupazione: speriamo ora, che con queste precisazioni, sia invece più chiaro di cosa si sta parlando”.

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