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E’ deceduto Salvatore Sechi, tempiese di prim’ordine e giurista di altissimo livello.

E’ venuto a mancare oggi a 78 anni Salvatore Sechi, tempiese, raffinato giurista ed un vero signore. Un lutto per tutto il Paese e per Tempio Pausania in particolare.

(Da Wikipedia) Salvatore Sechi (Tempio Pausania, 1937  roma, 5 dicembre 2015) è stato un funzionario italiano.

Carriera amministrativa

Esperto di problemi giuridici, proviene dall’Amministrazione del Senato, dove reggeva la segreteria dell’Assemblea quando Francesco Cossiga[1] lo portò al Quirinale.

Alla Presidenza della Repubblica ha svolto funzioni di consigliere giuridico di quattro Presidenti: Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.

È attualmente titolare dell’ufficio Affari Giuridici e Relazioni Costituzionali del Quirinale.

In questa veste, con Donato Marra e Loris D’Ambrosio, prende parte del Comitato di valutazione dei disegni di legge approvati dal Parlamento, ai fini del giudizio che il Capo dello Stato deve effettuare prima della promulgazione: questo comitato avrebbe segnalato le anomalie dell’istituto dell’arbitrato normato dal “collegato lavoro” delgoverno Berlusconi IV, determinandone il rinvio alle Camere da parte del Capo dello Stato nell’aprile 2010.

arzachena (ot): un “mare di libri” nella bellissima spiaggia di capriccioli

una mare di libri a capriccioli

giuseppe pulina: un uomo di pensiero a cui piace il fare

giuseppe pulina

Il prof Giuseppe Pulina

Tempio Pausania (OT) 15 dicembre 2014. Giuseppe Pulina è filosofo, pensatore, giornalista e scrittore, ma – forse sopratutto – anche insegnante come ben sanno i suoi numerosi allievi dai quali è stato ed è seguito con interesse ed ammirazione. Questo grazie alla sua preparazione oltre che alle capacità di divulgazione e di comunicazione. La sua, quindi, non è solo un’ attività teoretica ma si rivolge anche alla prassicome quando, ad esempio, organizza gli incontri “Il venerdì al Dettori”.

In questi giorni abbiamo incontrato Giuseppe Pulina al quale abbiamo posto qualche domanda:

Perché hai deciso di occuparti di filosofia?

Domanda difficile per uno che fa il mestiere che ama grazie a scelte maturate con un buon grado di spavalda leggerezza. Da ragazzo, da quando cioè ho iniziato a leggere con un certo interesse la poesia, volevo fare di me un poeta. Uno che, insomma, racconta il mondo attraversandolo e assimilandolo. La versione istituzionalizzata di quella velleità che per varie ragioni non ho potuto mai realizzare è quello che sono attualmente: un insegnante di filosofia che, quando pratica la ricerca filosofica (cosa che cerco di fare nei miei libri), prova con altre vie ad assimilare e attraversare quel mondo. Che sia dentro o fuori, qui poco importa.


Quali sono gli autori che ti hanno maggiormente influenzato?

La prima cotta filosofica è stata per Platone, filosofo che aveva tutti i requisiti in regola per compiacere le mie aspettative: politicamente impegnato, grande idealista, artista quel tanto che basta (mica poco, poi), aperto a visioni trascendentalistiche. Come accade un po’ a tutti, ho subito anche io il fascino dei pensatori maledetti, i cavalieri dell’Apocalisse, figli più o meno legittimi di Schopenhauer. Mi occupo sempre di Carlo Michelstaedter, il filosofo che morì suicida a 23 anni. Oggi però il mio grande interesse sono Nietzsche, i personalisti cristiani, Morin e filosofi ebrei come Buber e Levinas.
Hai scritto libri interessanti. È più importante leggere o scrivere di filosofia?

Dirò una banalità: se la leggi, finisce che poi la scrivi. Dico questo perché a leggere libri di filosofia oggi in Italia e non solo sono sicuramente poche persone. Ricambio, tuttavia, la domanda con un’altra domanda, un po’ come si fa a poker quando si vuole aumentare la posta nel piatto: quanti e quali libri di filosofia del nostro tempo possono esserci davvero utili per vivere meglio e, per dirla con il vecchio Socrate, per rendere meno indegna questa nostra vita?

 

La filosofia è attuale?
La filosofia prima (termine con il quale non mi riferisco più alla classica accezione del pensiero metafisico) vuole essere il racconto del tempo e la decifrazione di un possibile senso della realtà. Sino a quando ci sarà un tempo (ovviamente rido di questa mia affermazione) e il senso che cerchiamo continuerà a mancare, la filosofia avrà più di una ragione per gridare e difendere la sua attualità.

 

L’intellettuale del futuro, secondo te, dovrà utilizzare un singolo mezzo di comunicazione (ad esempio il libro) o crossmediale cioè utilizzare più strumenti di comunicazione (libro, giornale, televisione, cinema, internet)?

Vivrà di libri, ma potrà sopravvivere padroneggiando le forme di comunicazione che la società tecnologica potrà offrirgli. Dovrebbe diventare un garante della buona prassi della crossmedialità. Non sarebbe altro che un’estensione del campo della comunicazione in cui, secondo Habermas e Hannah Arendt, prende forma la vera democrazia.

Profilo

Giuseppe Pulina, sassarese, cinquantunenne, insegna filosofia al Liceo “Dettori” e Antropologia filosofica presso l’Istituto Euromediterraneo di Tempio Pausania, di cui dirige la rivista “Mnemos Ammentos”. Ha all’attivo studi sulle filosofie personalistiche (L’angelo di Husserl. Introduzione a Edith Stein, Zona 2008), sul rapporto tra etologia e filosofia (Minima Animalia, Mediando 2005; Animali e filosofi, Giunti 2008, e, in collaborazione con Francesca Rigotti, Asini e filosofi, Interlinea 2010). Si è occupato di musica (La cura. Anche tu sei un essere speciale, Zona 2010) ed epistemologia (Pillole di filosofia della scienza per ricercatori in formazione, Plus, 2012). Ha dato recentemente alle stampe Rigor cordis. Per una filosofia del cuore (Zona, 2013). Nella primavera del 2015, per i tipi dell’editore “Il Giardino dei Pensieri”, uscirà con un nuovo libro sui rapporti tra la filosofia e la memoria di Auschwitz.

 

Mario Saragato: ritratti d’autore

Autore; Mario Saragato (Foto tratta da Feckless, 2014)

 

Mario Saragato, fotografo aggese, artista difficilmente inquadrabile in un genere specifico, spazia tra ritratti locali per sconfinare in atmosfere suburbane, fondendo retaggi umanistici e cinematografici, pulsioni adiacenti e sfumature apparentemente lontane dal nostro quotidiano.

Per cercare di capire la sua poetica in fotogrammi proviamo a porgli qualche domanda:

  • Mario, quando inizia la tua passione per gli scatti, quando “senti” che il tuo cammino artistico trova una sua collocazione specifica dietro un obiettivo fotografico?

Nel 2007 ho acquistato la mia prima macchina fotografica. Una digitale. Con l’aiuto di un mio amico fotografo di La Maddalena, Pietro Arlesi, ho iniziato a fotografare vari soggetti. Niente di speciale. Più che altro sperimentavo sulla tecnica base. Nel 2008 ho realizzato il mio primo progetto.

  • Per quanto questa domanda possa essere limitante, quali sono i tuoi stili di riferimento, gli autori che senti più affini al tuo percorso?

Salvatore Ligios, Edoardo Pasero, Callahan, Majoli.

  • Quali sono i canali che utilizzi e/o prediligi per far conoscere al pubblico le tue opere?

Libri e mostre. Ho anche una pagina Facebook, ma niente o quasi dei miei lavori più importanti finisce online.www.facebook.com/mariosaragatoworthlessphotography

  • Dove si sono svolte le mostre fotografiche (personali e collettive), nelle quali ti sei sentito più gratificato, percependo la vicinanza emotiva dei fruitori dei tuoi scatti?

Una personale ad Olbia proprio quest’anno. Per questo evento devo ringraziare Marco Navone, Serena Carta e i ragazzi dell’associazione “La Sardegna Vista Da Vicino”.

  • Hai in cantiere dei nuovi progetti? Ci vuoi accennare qualcosa senza svelarci troppo i contenuti?

Ho ultimato da poco due progetti, uno dei quali a Liverpool. Tra qualche mese dovrebbe uscire una mia pubblicazione su Maria Lai.

Biografia

giovanni maria pasella : una vita per la musica

Abbiamo incontrato il Maestro Giovanni Maria Pasella, conosciutisimo ben oltre i confini della Gallura ed apprezzatissimo per le sue doti umane oltre che musicali. Ecco il resoconto di questo colloquio

Dove è nata la tua passione per la musica ?

La passione per la musica, mi è stato sempre ricordato in famiglia, mi è nata quando nel 1962 mia zia Mariuccia mi regalò un pianino a 9 tasti. Mi raccontano che mi chiusi in una stanza e dopo alcune ore uscii suonando una melodia Natalizia senza punti di riferimento. A soli sei anni debuttai con brani natalizi alla Casa del fanciullo in un recital in onore di Mons. Melis. Babbo chiamò il nostro complessino (io e mio fratello Gastone) i Minifiser che partecipò ad alcune edizioni dell’Usignolo d’oro a Tempio e della Maschera d’oro a Palau. Nel 1965 mi esibii a Palau nel bar Trieste, dove un regista tedesco aveva allestito il set per un film in lavorazione con l’esibizione delle fisarmoniche. Il 15 luglio 1970 ricordo che l’allenatore Scopigno del Cagliari volle festeggiare lo scudetto, con noi, nella sua villa di Baia Sardinia, con tutta la squadra del Cagliari campione d’Italia.  Mio padre lavorava in via Angioi nel settore del sughero artistico e quando si giravano in Gallura le scene del film «Questione d’onore» vennero a casa nostra Ugo Tognazzi e Silvia Koscina. Ricordo ancora tanta gente che seguiva gli attori in via Angioy a far da codazzo agli artisti…e noi ragazzi ci esibimmo. Erano tempi in cui mi esercitavo anche in pittura e aiutavo mio padre nei lavori artistici nel fare bozzetti, disegni.

Quali sono stati i tuoi maestri?

Iniziai a studiare a sei anni con mio fratello la fisarmonica e la teoria musicale sotto la guida del prof. Giovanni Savigni, poi ci seguì il fratello Antonino Savigni.

Nel 1971 al Conservatorio di Sassari, spinto dal direttore Piero Guarino, studiai violino per 4 anni con il M° Mario Buffa (attualmente docente al Conservatorio Cecilia di Roma), e frequentai il corso di composizione, direzione d’orchestra grazie all’insegnante Elena Episcopo, che mi volle fra i suoi allievi. Dal 1975 iniziai gli studi di composizione con il M°. Luciano Pelosi dell’Aquila, poi con la prof.ssa Antonietta Chironi (Teoria e solfeggio), M.Grazia Passino (letteratura poetico-drammatica). Gli insegnanti di pianoforte e lettura della partitura  sono stati Gianna Manchia, Flora Gagliardi e con il M°. Claudio Proietti. Nell’84 al Conservatorio di Bologna un’altra scelta pazza affrontare il compimento superiore, mettersi davanti agli insegnanti più temuti, sui cui testi tutt’Italia sudava: i prof. Adone Zecchi e Tito Gotti, due luminari della polifonia e della tecnica direttoriale. Arrivò il diploma in musica Corale e Direzione. Ho diretto con successo al comunale di Bologna; diverse prove d’esame di 10-12 ore ciascuno. Successivamente ho approfondito la tecnica direttoriale e chironomia con il M° Bruno Pinna, e ho frequentato corsi intensivi di direzione d’orchestra (con i Maestri  P.Sequeri, Hardi Mertens e Louis Martinus), corsi di Musica Sacra (con i proff.  F.Rainoldi, A.Parisi e M. Frisina, e un  corso di regia teatrale e cinematografica con Vito Oliva e Alessandro Cecchi Paone. Più tardi, ha avuto grandissimo rilievo la ventennale collaborazione con il M° Enrico Riccardi (autore di successi internazionali come Zingara”, “ Io mi fermo qui” e tanti altri), con il quale ho approfondito l’arrangiamento, la tecnica compositiva della canzone, ed aspetti legati alla discografia.

Chi è il miglior musicista mai esistito e quale il miglior musicista contemporaneo?

I miei ascendenti musicali che anche ad oggi controllano chimicamente il mio DNA artistico, sono rappresentati da J.S.Bach e da Mozart (per la musica colta), da i Jethro Tull e dai Pooh per la musica Rock e leggera, e da Ennio Morricone per la musica da films.

 

Progetti per il futuro?

Porto avanti intensamente diversi progetti che si concretizzeranno in tempi abbastanza prossimi: L’Accademia Filarmonica Gallurese da me fondata, movimentata dall’abilissimo coordinatore Diego Ponti sta crescendo a vista d’occhio, ed è destinata a divenire il fulcro di numerose iniziative che vanno dalla strutturazione del Cantagiro in Sardegna (ricopro per il 3°anno l’incarico di Agente Generale), all’attività di una Orchestra sinfonico corale destinata a divenire stabile, a corsi, seminari e Master in tutto il territorio nazionale, messa a punto di un Opera completa, e diverse pubblicazioni si letterarie e didattiche che musicali. Mi auguro di godere del sostegno dei miei figli Emanuele (che studia all’Accademia di Brera a Milano Arti televisive e fotografiche), e Gian Marco, abile arrangiatore e tecnico del suono titolare della Pasproduction recording (Sala si Registrazioni e produzione con sede a Tempio, mèta di artisti isolani e nazionali). Poi c’è mia figlia Elisabetta che legge la musica dall’età di 6 anni, suona diversi strumenti, ed è una valida informatica musicale

Breve Curriculum

 

Giovanni Maria Pasella

Dirige il Coro Città di Tempio dal 1991, ed è Maestro di Cappella nella Cattedrale S.Pietro Apostolo.  Diplomato in Musica Corale e Direzione presso il Conservatorio di Bologna, svolge attività di docente, compositore e pianista, tenendo seminari e corsi di pedagogia musicale, estetica ed etnomusicologia (pubblicando diverse recensioni e ricerche).

Ha partecipato a diversi corsi di musica sacra, istruzione scenica, regia, e direzione d’orchestra con Maestri di fama internazionale.  Oltre a centinaia di esibizioni in Sardegna sono da ricordare i concerti tenuti in Vaticano, Lazio, Liguria, Veneto, Lombardia, Umbria, Toscana, Svizzera, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Austria., Corsica, Spagna. Vanno citati la S.Messa in diretta su RAI 1 nel 1997, la S.Messa in Vaticano per il Papa G. Paolo II nel 2000, e l‘International Music Festival” città di Genova ne 2002.

Ha fondato e diretto a Tempio il “Centro Studi ed attività Musicali”, e il gruppo vocale-strumentale “Omnia.  E’ stato direttore della Banda musicale di Calangianus., e dal 1986 fa parte della giuria stabile del “Premio Biennale Città di Ozieri (concorso per cori tradizionali).   E’ stato Maestro dell’orchestra “Gallura”, direttore artistico del Concorso per voci liriche “B.De Muro, e direttore artistico di diverse manifestazioni isolane.

In Maggio 2009 ha presentato ed eseguito al pianoforte una ricerca etnico-classica presso il Conservatorio di Parigi.  Negli ultimi tempi è impegnato come compositore e direttore con l’Orchestra Filarmonica della Sardegna e con l’Orchestra dell’Accademia Filarmonica Gallurese. E’ delegato dalle Mondecarlo Produzioni per le selezioni regionali della storica manifestazione del CANTAGIRO nazionale.

 

 

mario pischedda

Mario Pischedda è innanzittutto un  raro educatissimo gentiluomo d’ altri tempi oltre che un raffinato e coltissimo intellettuale. Coltiva la passione per la fotografia (è anche giornalista, scrittore e filmaker). Gli abbiamo posto quattro domande:

  •  Quali sono le letture della tua giovinezza che più ti hanno formato ?
sono talmente tante che mi è impossibile quasi rispondere, ma ci sono due libri che mi hanno fatto piangere lacrime vere :1) i ragazzi della via pal e 2) la vita di antonio gramsci di giuseppe fiori, xrò i libri che mi hanno veramente formato sono tutti quei libretti della bur che ho ancora tutti e che acquistai da studente col lavoro manuale nei cantieri del comune
  • Quando hai scelto di fare il fotografo e perchè?

tanti e tanti anni fa, quando facevo militanza politica a tempo pieno venni folgorato da una mostra al parco delle rimembranze, e tra me dissi questa è una cosa che voglio fare da grande, comunque fine anni settanta inizio anni ottanta, la svolta vera e propria fu comunque nel 1988

  • quale è la tua foto più bella?

non c’è una foto più bella, ma una emblematica e simbolica che ha fatto il giro del mondo,opera di giuseppe tamponi di oristano ma fondamentalmente mia, mi ritrae appeso in via argiolas a s.sperate e che faceva parte di un trittico dai seguenti titoli: 1) the imperfect day 2) morte di un commesso viaggiatore 3) voglio diventare famoso, possibilmente molto famoso

  • morire o dormire?

dormire e molto e possibilmente passare ad altra vita nel sonno più profondo

sandro fresi: un lungo viaggio nella wordl music

Sandro Fresi è, oltre che musicista raffinato e ricercatore di sonorità quasi ancestrali della nostra isola, una persona, come tradisce con sincerità il suo volto, arguta e gentile. Abbiamo fatto quattro chiaccchere

  • Sandro, da quando fai musica ?
  • Era il 1970 (a.C.?), io e mio fratello Mauro frequentavamo la ‘Contardo Ferrini’. Non avevamo  i soldi per prendere lezioni private di musica nè tantomeno  la disponibilità di uno strumento; questa associazione legata al mondo cattolico, dava invece la possibilità di imparare i primi rudimenti di solfeggio e cominciare a suonare, da autodidatta, un trombone a tiro o un sax e, nel mio caso, un, allora, bellissimo organo elettronico Farfisa! Tieni conto che non esistevano allora scuole civiche di musica, la banda attraversava un momento di crisi e dopo un breve apprendistato tra le mura  morigerate della ‘sede’, io e altri coraggiosi formammo un ‘complesso’ e ci catapultammo nelle interminabili e peccaminose serate danzanti al Teatro del Carmine..
  • Quali sono stati i musicisti e i generi musicali che hanno più  influenzato la tua formazione ?
  • Black sabbath, Uriah heep, Deep purple ma anche Santana.. tra il rock  duro e il progressive dei primi anni ’70 che mettesse in bella evidenza l’organo Hammond, quello strumento elettromagnetico dal suono inconfondibile che, fino all’avvento del campionatore, negli anni ’80, è rimasto il mio strumento preferito. In seguito all’avvento del digitale ho indagato con passione le possibilità creative offerte dai samplers e dai sintetizzatori; ho molto amato John Cale e Brian Eno, Hector Zazou ma mi sono da subito dedicato al campionamento digitale dei suoni di antichi strumenti sardi e del mediterraneo che poi ‘manipolavo’ con le tastiere. Ma ho anche cominciato a studiare la ghironda, l’organetto medioevale e altri strumenti popolari a mantice.
  • Come è nato e come si è sviluppato il progetto Iskeliu?
  • Da una ricerca che più che solistica si è rivelata, mio malgrado, solitaria! La World music non era ancora diventata una moda e facevo una gran fatica a condividere con altri musicisti locali il mio progetto, che pensavano fosse ‘folk’. Nessuno voleva suonare questa musica che aveva radici etniche ma non osservava certo i dogmi imposti dai repertori tradizionali. Tutto questo era molto deludente, fino a quando Fabrizio de Andrè ha deciso di scrivere la prefazione al mio primo disco, Iskeliu appunto. Intorno a questo disco e a questo progetto ho riunito alcuni musicisti di valore e la cantante Paola Giua con i quali abbiamo fatto numerose tournèe in tutta  Europa e persino nella lontana Australia dove abbiamo tenuto dieci  concerti in quattro capitali riempendo teatri e auditorium.
  • Progetti ?
  • Ho registrato 5 lavori discografici a mio nome e numerose produzioni per altri gruppi o artisti ‘diversamente famosi’; ho conosciuto e suonato con artisti di musica colta e suonatori aborigeni di digeridoo, ho indagato la poesia dei mistici  Giovanni della Croce e Teresa de Jesus, santi e rifondatori dell’ ordine dei carmelitani e le liriche laiche e passionali  di poeti-pastori come Petr’Alluttu. Continuo a fare concerti e scrivere musica; mi piacerebbe fare qualcosa legato alla devozione e alla spiritualità, anche laica…sai, il tempo sta passando…

Per vedere qualche video della produzione di Sandro Fresi potete andare q questi link

Per conoscere i suo densissimo curriculum contiuate a leggere quest post