Barbajà 2017 – Artisti sardi a Bologna

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Sabato 30 settembre 2017 alle ore 20.00 a Bologna in vicolo Fantuzzi5/A nei locali del circolo ARCI – La Staffa – verrà inaugurata la mostra di arte contemporanea Barbajà 2017 – Artisti Sardi a Bologna con il patrocinio del Presidente del consiglio della Regione
Sardegna. La mostra sarà visitabile dal 30/09 al 08/10 con orario 17.30-21.30 Ingresso con tessera ARCI Evento promosso dall’ass.culturale OlbiaPulse/SpazioArte. https://it-it.facebook.com/Olbiapulsespazioarte/ Curatore Aldo Manzanares in collaborazione con il circolo ARCI La Staffa di Bologna.

Dedicare una mostra d’arte contemporanea agli artisti sardi è un omaggio alla Sardegna per tutto ciò che questa meravigliosa terra e
il suo popolo dona a chi la conosce o semplicemente a chi la immagina.
La Sardegna è un opera d’arte.

Espongono:
Gigi Musa (Olbia )
Alessandro Tamponi (Nuoro)
Mario Fois ( Nuoro )
Patrizia Palitta (Tempio Pausania )
Gisella Mura ( Collinas )
Feffo Porru ( Paulilatino)
Sarko Sarkos ( Cagliari )
Graziella Mura ( Sassari )
Serena Salis (Teulada )
Silvia Pazzola ( Sassari )
Federica Piddiu ( Domus de Maria)
Raffaele Piras ( Alghero )
Nina Trudu ( Alghero )
Marco Lay ( Sassari )
Donatella Sechi ( Cagliari )
Elfriede Daeuber ( San Teodoro )
Andrea Chessa ( Tempio Pausania )

Presentazione della mostra Barbajà 2017 – Artisti sardi a Bologna

Il mistero dell’artista sta lì, nell’essenza degli occhi. A volte
grandi. A volte assenti. Ma sempre veggenti.
Sta lì, dietro il
colore. Dentro il ventre della tela. Una mostra questa, che sa di
graffi sull’arte. Una mostra diversa. Che va oltre. Che va altrove.
Oltre un mare dipinto. Un vento sospeso. Tra il getto e il pennello. E
uno scatto inciso sul legno.

Il chiaroscuro della tela è la passione dell’artista che qui, ha l’anima Sarda.
Fotografia. Pittura. Incisione.
Ecco. Quando la
Sardegna decide di uscire fuori dalla propria terra, anche se per poco, è capace di esiliarsi dal suo Sole, per farci conoscere l’innato respiro dell’arte. Il suo nido privato.
Quello che parte dalle viscere di una terra che ha troppe luci e troppe ombre.
Da
raccontare. Da smaltire.

Un’arte senza tempo. Che sforna artisti di ogni genere. Pittori. Fotografi. Poeti. Scultori.
Un abisso di creatività che non conosce
fondo. Una battaglia di colori.
Scatti che catturano istanti. E odori che scavano incisioni.
L’insofferenza di certi occhi irrisolti
che si scatenano e si completano con in mano una tavolozza. Un’intimità profonda che però brucia troppo nell’anima, se non viene
espressa sulla tela.

Si perché spesso l’arte Sarda dipinge la malinconia. Spesso la nostalgia. Forse di un’assenza.
Forse dell’essenza. Il disegno di
quei sensi che brulicano, in una terra in perenne fermento creativo.
Una terra calda, la terra Sarda. Una terra d’arte.
Una pittura percettiva. Recettiva.
Che si amalgama perfetta, con le altre
pitture. Ma allo stesso momento si scosta.
Perché proietta. Trasmette. Provoca. Perché è testarda. Perché è astratta o
naturalista.
Ma pur sempre contemporanea. A tratti enigmatica. Istintivamente riflessiva.

Ritratti da amare. Ritagli di mare. Una fila di sale. Natura astratta o natura morta, che con pennellate svelte ritorna a vivere. Ad uscire dalle tenebre. A splendere dalle ombre. E tra quegli scatti lenti, che mettono a fuoco i momenti di vita che più senti. Fotografie da focalizzare. Da immortalare.
Una finestra sul mare. Una finestra che si apre, all’idea di tradizione e calore.
Olio su tela. Che sa di odore di vino in un calice dipinto nel colore. .

Un’arte riservata forse, ma che sente il bisogno di mettersi in mostra. Arte Sarda. Che sa come diluire a pennelli l’indole
d’artista.
Da immaginare come una bozza alla svelta, ragionata e poi dipinta. Che magari s’intreccia alla vita.

Una pittura da leggere oltre l’impenetrabile, che difende la sua tradizione secolare, inossidabile, tra le righe di una tela
essenziale. Fatta di trame. Di fili di rame.
Arte Sarda. Uno strano vento senza pioggia. Fotografia che scatta. Pittura sulla
sabbia.
Che sul tempo scava e s’appoggia. Emozione insaziabile, disegnata e sciolta.

Testo di Chiara Ciri curatrice d’arte
Aldo Manzanares

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