Arzachena (OT): Congresso della Condotta Slow Food Gallura

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Nella pagina Facebook dell’evento si legge quanto segue:
Domenica 22 Aprile, a partire dalla ore 10.00 presso il ristorante Picuccia Strada Provinciale 59 Arzachena-Porto Cervo (Km 0,5) si terrà l’assemblea/congresso di Slow Food Gallura, un importante passaggio per delineare le future linee programmatiche.

Al Congresso sono benvenuti tutti coloro che vogliono avvicinarsi all’associazione e cogliere in questo momento la possibilità di conoscerci meglio, di contribuire alla discussione e portare così il loro contributo.

Slow Food sta vivendo un importante momento di cambiamento, lanciato ufficialmente con il Congresso mondiale di Chengdu. Una visione che ha nell’inclusività e nella partecipazione i suoi tratti caratterizzanti. In questo senso, quindi, va letto il percorso che coinvolgerà tutta la rete italiana e che vedrà il Congresso Nazionale, previsto per il 6, 7 ed 8 Luglio in Toscana, come tappa fondamentale, un trampolino, per la costruzione di questa nuova idea di Slow Food: una Associazione sempre più aperta, sempre più flessibile, che sappia rispondere a tutte le esigenze e volontà di partecipazione attiva di quei soggetti, persone o realtà organizzate, che ci sono vicine ma per qualche motivo non ancora partecipi a pieno titolo.

La nostra assemblea, dunque, che quest’anno prende la veste di Congresso di Condotta, sarà utilizzata proprio per capire come si pensa di rendere concreto quanto deciso dal Congresso internazionale. Saranno individuate le nostre linee guida programmatiche (che partono proprio dai documenti di Chengdu) per i prossimi quattro anni.

L’inizio dei lavori è fissato alle ore 10.30, La sede dei lavori è presso:

Ristorante Picuccia
S.P. 59 Km 0,500 – 07021 Arzachena (OT)
(sulla rotonda di fronte Gallura Arredamenti)
Tel. 0789 83109

Vi preghiamo di arrivare al congresso alle ore 10.00, mezz’ora prima dell’inizio, in modo da poter procedere alla registrazione dei presenti ed al rinnovo delle tessere.

Per chi lo desidera, PREVIA PRENOTAZIONE ENTRO VENERDI’ 20 APRILE, può poi fermarsi per il pranzo.

Per annunciare la vostra presenza, prenotare il pranzo e richiedere menù e costi potete contattare al Fiduciaria Simona Gay al 335 1634627 o inviare una mail a slowfoodgallura@gmail,com

DICHIARAZIONE DI CHENGDU
Votata dai 400 delegati partecipanti al VII Congresso Internazionale di Slow Food
Chengdu, Cina, 29 settembre – 1 ottobre 2017

Noi, rappresentanti della rete di Slow Food e di Terra Madre provenienti da 90 Paesi del mondo,

a nome di coloro che lavorando la terra la custodiscono, la curano e la conservano fertile;

a nome di coloro che preservano la salute degli oceani, la biodiversità marina, gli ecosistemi acquatici, che rappresentano per milioni di persone la più preziosa fonte di cibo e di identità gastronomica;

a nome di coloro che custodiscono e preservano i semi, salvaguardandoli dall’estinzione e dall’oblio e difendendoli dai brevetti e da logiche speculative e di privatizzazione;

a nome di coloro che tutelano e preservano i beni comuni e in particolare i suoli e la loro fertilità, l’acqua, l’aria, la conoscenza;

a nome di coloro che credono all’economia della solidarietà e della cooperazione;

a nome di coloro che si impegnano per garantire un cibo buono, pulito, giusto e sano per tutti;

a nome dei co-produttori, per i quali è fondamentale conoscere il cibo che acquistano e con cui si alimentano, che vogliono garantita la propria libertà di scegliere cosa mangiare e che credono nella necessità della trasparenza e dell’accesso alle informazioni;

a nome di quanti credono nella trasmissione di saperi e competenze tra le generazioni come strumento per costruire un futuro migliore per tutti, bambini, giovani, adulti, anziani;

a nome dei popoli indigeni e di coloro che in ogni angolo del mondo lottano per l’affermazione dei loro diritti;

a nome di coloro che si sentono fratelli su questa Terra che è madre di tutti gli esseri viventi;

a nome di chiunque è ingiustamente rinchiuso, respinto o rifiutato a causa del colore della propria pelle, dell’etnia a cui appartiene, del luogo da cui proviene e di coloro che lottano perché abbia fine questa ingiustizia; a nome di coloro che credono che i diritti – inclusi il cibo, l’acqua e la terra – debbano essere riconosciuti universalmente.

DICHIARIAMO

1) Che il cibo buono, pulito, giusto e sano è un diritto di tutti e fino a quando anche solo una persona sul pianeta non ne avrà accesso, non smetteremo di batterci per garantirlo.
2) Che il mondo intero è la nostra casa e la dimensione del nostro agire è globale. La nostra rete non conosce confini. Rifiutiamo pertanto qualunque esclusione di carattere politico, economico e sociale che renda fuorilegge le persone che migrano in ragione di conflitti, violenze, discriminazioni, sfratti, povertà, calamità naturali. Combattiamo ogni pensiero e azione che espropria le fasce più deboli della popolazione dei propri diritti, che calpesta le culture indigene, che non tiene nella dovuta considerazione le donne, i giovani, gli anziani. In particolare riconosciamo, favoriamo e valorizziamo il fondamentale contributo che le donne apportano in termini di conoscenza, lavoro e sensibilità in ambito familiare, comunitario e sociale.
3) Che la salvaguardia dell’ambiente è la principale priorità del nostro agire come attivisti, agricoltori, pastori, pescatori, artigiani, studiosi, cuochi. La produzione, distribuzione e consumo di cibo non possono essere in conflitto con il diritto a godere di un ambiente sano e dei suoi frutti per le generazioni che verranno.
4) Che la diversità è la più grande ricchezza di cui disponiamo come singoli esseri umani e come collettività. Sia essa una diversità genetica, culturale, linguistica, generazionale, sessuale o religiosa.
5) Che l’iniqua spartizione delle ricchezze e delle opportunità è all’origine di sofferenze e discriminazioni e che per questo va affrontata con coraggio a tutti i livelli decisionali e operativi – a partire dal tema lavoro – per raggiungere una più equa distribuzione tra tutte le donne e gli uomini del nostro pianeta.
6) Che l’accesso alla conoscenza è un diritto di tutti e che i saperi e le competenze tradizionali devono avere la stessa dignità di quelli accademici. Solo persone informate e consapevoli possono operare scelte libere, ponderate e ragionate.
7) Che le nostre scelte quotidiane, a partire dalla tavola, possono contribuire a cambiare il mondo, e sono proprio i piccoli gesti che ognuno di noi compie più volte al giorno il primo e più importante strumento che Slow Food vuole realizzare.
8) Che ci impegniamo affinché il futuro agire di Slow Food estenda questa visione e questi diritti non soltanto agli esseri umani ma a tutto il vivente. Solo rinnovando profondamente l’organizzazione di Slow Food, solo rendendola più aperta e inclusiva e solo sperimentando nuove forme di aggregazione, di coinvolgimento e di partecipazione potremo affrontare nel modo migliore le sfide che ci attendono in futuro e contrastare coloro – pochissimi – che detengono il potere e la ricchezza e che decidono le sorti del cibo nel mondo e dell’umanità stessa.

Loro sono giganti ma noi siamo moltitudine!
Chengdu, 1 ottobre 2017

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