aggius: il mito del muto

Il Muto di Gallura di Enrico Costa
Spettacolo di Narrazione con Musiche di Scena
Domenica 14 Ottobre 2012 ore 17:00
Salone del Centro Polifunzionale di Marugnò – Aggius (OT)
Gianluca Medas – voce narrante
Baska – musiche originali
(Andrea Congia – chitarra classica; Massimo Loriga – sax tenore e soprano, clarinetto, flauto traverso, sulitu, trunfa e armonica a bocca; Arrogalla – live electronics)
Coro di Aggius Galletto di Gallura – voci
Saranno la voce dell’attore Gianluca Medas e le dense note del Trio Baska, impreziosite dalla partecipazione del Coro di Aggius Galletto di Gallura a rievocare, Domenica 14
Ottobre alle ore 17:00, la tormentata storia di chi, sordomuto, non poté raccontarsi da sé:
Bastiano Addis Tansu, noto appunto come “il Muto di Gallura”. L’evento, inserito nella nota manifestazione “Giornata della Bandiere Arancioni” istituita dal Touring Club per far conoscere le località meritorie del prestigioso titolo, è stato organizzato da Coro di Aggius Galletto di Gallura con la collaborazione del Comune di Aggius, della Provincia di Olbia-Tempio, dell’Associazione Culturale Museo di Aggius Onlus e della Camera di Commercio di Sassari, e avrà luogo nella Sala del Centro Polifunzionale di Marugnò ad Aggius; qui, ove tutto ebbe origine, si consumerà il racconto della tremenda faida che insanguinò il paese di Aggius dal 1849 al 1856 mietendo la vita di più di settanta persone, e
della quale Bastiano fu uno dei più feroci e disperati protagonisti.
Ad Aggius troveranno così asilo e ascolto, per una sera, il ricordo di quanti persero la vita in questa tragica vicenda e quello di chi fu a sua volta vittima e carnefice di quella triste storia. Deriso ed emarginato fin dall’infanzia in quanto sordomuto, “bandito” cioè fin da subito dalla società, Bastiano divenne particolarmente violento già in gioventù, e dopo l’uccisione del fratello Michele si diede alla macchia, deciso a vendicarne l’assassinio. Furono, quelli, anni di fughe e latitanza, durante i quali il giovane divenne “bandito” in altro modo,
trasformandosi nello spietato vendicatore di cui si ha ancora memoria. La sua furia trovò quiete solo dopo la pace del 1856, quando si riappacificarono le famiglie rivali dei Vasa, dei Mamia e dei Pileri.
Una storia travolgente ed emozionante raccontata dalle parole e dalla musica, una vicenda che si incarnerà nella Narrazione di Gianluca Medas e che danzerà sulla Melodia alla quale darà vita il trio Baska: le note della chitarra classica di Andrea Congia, in dialogo con le sonorità electro dub di Arrogalla e coi fiati di Massimo Loriga (sax tenore e soprano, clarinetto, flauto traverso, sulitu, trunfa e armonica a bocca), si accorderanno in armonie desertiche, western, che faranno da sfondo alle crude difficoltà della società dell’epoca raccontata. La narrazione modulare verrà qui accompagnata dai Canti a Tasgia del Coro di
Aggius Galletto di Gallura, canto polifonico tradizionale proprio dei luoghi testimoni della vicenda, riflettendo così le intenzioni dell’autore Enrico Costa che inserì, all’interno de “Il Muto di Gallura” alcuni canti tradizionali del territorio. Violenza e passione nella rievocazione di un mondo che non c’è più.
L’Autore: Enrico Costa
Grazia Deledda, in una sua intervista, dichiarò di essere “discepola d’Enrico Costa”. È generalmente ritenuto, questi, il più alto esponente del romanzo storico sardo. Filo rosso di tutta la sua carriera artistica, (quella lavorativa si consumò quasi totalmente nelle banche sassaresi), è stata la ricerca storica, animata da undesiderio di approfondire la conoscenza e lo studio della Sardegna. Fra le sue opere più famose figurano“Sassari”, monumentale enciclopedia dedicata alla storia di questa città sarda, “La bella di Cabras” e “Il
muto di Gallura” (1884), romanzo storico molto apprezzato e che venne tradotto anche in lingua tedesca. Si aggiunge a poi a questi scritti anche “Giovanni Tolu, storia di un bandito sardo narrata da lui medesimo”, nato dall’incontro tra Costa e lo stesso Tolu: uno dei più noti banditi dell’Ottocento al quale piacque narrare la propria storia allo scrittore.


Gli Artisti:
Gianluca Medas
Regista, Narratore, Scrittore, Attore e Autore, ha esplorato le molte possibilità della comunicazione portando avanti una ricerca che spazia dall’ambito teatrale fino a quello televisivo, senza trascurare il settore editoriale e cinematografico.
Proveniente dalla più antica Famiglia d’Arte sarda, quella dei Medas, fin dal 1985 Gianluca Medas si adopera attivamente per tenere in vita la tradizione di famiglia, impegnandosi anche nella realizzazione di nuovi progetti ispirati e dedicati alla cultura popolare. Un’importanza e un affetto particolare legano l’artista al progetto Paddori, consistente nell’ipotesi dell’esistenza di una maschera sarda. Tra le manifestazioni organizzate dalla compagnia Figli d’Arte Medas non si possono non menzionare anche la rassegna “Famiglie d’Arte”, attraverso la quale Gianluca Medas mantiene vivo il desiderio di proporre percorsi artistici che valorizzino la tradizione popolare nel mondo teatrale, e il recente “Festival della Storia”. Dal 1989, inoltre, l’Artista si dedica all’improvvisazione, campo da molti inesplorato e che trova il suo compimento nei “Contos”: Narrazioni su canovaccio, scaturite dal desiderio di raccontare storie o leggende su svariate tematiche nella maniera il più vicina possibile alle gente. È all’interno di questo percorso che Gianluca Medas si dedica allo studio della Parola che si fa Musica, progetto che lo ha portato all’incontro e alla
collaborazione con il Musicista Andrea Congia. Dal 2007 i due Artisti lavorano assieme a questo e a diversi
altri progetti, incentrati sulla valorizzazione della dimensione orale della comunicazione, e non solo.
Baska
Baska è un progetto sperimentale localizzato nell’area metropolitana di Cagliari.
Nasce dall’unione di tre musicisti provenienti da esperienze musicali radicalmente diverse: Andrea Congia,chitarrista cagliaritano, da anni impegnato nella coniugazione tra Parola e Musica; Massimo Loriga, polistrumentista proveniente dall’esperienza dei Kenze Neke e degli Uninvited, e che attualmente suona nei Nur e nei KNA; Arrogalla (LCL, Mime – cofondatore di Bentesoi), produttore electro dub di Quartu Sant’Elena.
Il suono di Baska è una miscela di sonorità dub e lo-fi che si intrecciano con atmosfere psichedeliche, progressive e popolari sarde; affonda le sue radici in ambienti sonori ancestrali, medioevali e western, filtrati dagli anni 80 e tradotti in chiave contemporanea.
Ha prodotto 3 ep: [BSK01] Inchiesta sulle risultanze di alcuni nastri registrati, [BSK02] Bellas
mariposas,[BSK03] Chelu contenente il videoclip di Filippo Ciucciomei del singolo “Baska”,   masterizzato preso lo studio “Artefacts Mastering” specializzato in techno, dub e elettronica. Il progetto Baska cura anche la produzione e l’esecuzione di opere musico-teatrali in collaborazione con diversi attori: con Gianluca Medas (Figli d’Arte Medas) ha realizzato: Calore! Il Mondo Consumato, Sa Limba est s’Istòria de su Mundu (Frantziscu Masala), I Giganti di Monti ‘e Prama, Il Viaggio di Juanne Maria Angioy e il Triennio
Rivoluzionario Sardo, Il Muto di Gallura (Enrico Costa), Su Contu de Sant’Efis, Contus de Santus.
Coro di Aggius Galletto di Gallura
Il canto ad Aggius è sicuramente il bene immateriale più importante unicamente conservato in Gallura che, tramandato da generazioni è giunto sino a noi senza interruzione, ancora fresco nella memoria quando siascoltavano le antiche liturgie in latino, gioiose quelle della novena del Natale, lugubri, cupe e intense quelle della Settimana Santa o delle funzioni dei defunti, liete ed ariose quelle delle Messe domenicali o delle ricorrenze festive, allegre nei matrimoni o in qualsiasi occasione dove gli aggesi facilmente si organizzavano per far festa. La formazione attuale del coro intitolato a Salvatore Stangoni definito da Gabriele D’Annunzio “Galletto di Gallura” per la particolarità vocale, ha cantato per la prima volta nel 1982 tutta la novena di quelNatale e poi continuato con i riti dell’Anno Liturgico e in particolar modo quelli più sentiti ad Aggius, dellaSettimana Santa. Unico nel suo genere il coro esegue solo melodie polifoniche della tradizione di Aggius, particolarmente denominato a Tasgia. Il Coro è riconosciuto ed insignito per la sua attività, di interesse nazionale, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; collabora inoltre con le Università e i Conservatori di Sassari e Cagliari per la ricerca scientifica e la custodia del canto a Tasgia, e i vari musicisti per la promozione concertistica di questa particolare “arte canora”.
Formazione: Antonio Leoni “Tippi”; Francesco Lepori “Contra” – “Bozi”; Giampiero Cannas, “Bozi”; GianPiero Leoni “Bozi” -“Tippi” – “Falsittu”; Martino Spezzigu “Grossu”; Serafino Pirodda “Contra”.
Info e Contatti:
Coro di Aggius Galletto di Gallura
320.4315704 – info@corodiaggius.com
Associazione Figli d’Arte Medas
Segreteria Organizzativa – Carla Erriu: 345.3199602 – info@figlidartemedas.org
Ufficio Stampa – Michela Deidda: 334.1107807 – infofiglidartemedas@gmail.com

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