A La Maddalena (OT) piomba, come un macigno, la Direttiva Bolkestein

A La Maddalena, un’altra tegola sta per catapultarsi sulla già fragile economia, più che altro turistica e concentrata nei mesi estivi. Si chiama Direttiva Bolkestein e coinvolge tutte le piccole imprese che d’estate gestiscono i molti chioschi aperti sulle spiagge oltre che i mercati rionali e gli ambulanti. Ma la Direttiva Bolkestein sta mettendo in fibrillazione tutti  i Comuni, grandi e piccoli, che rischiano da maggio 2017 di dover mettere a gara tutte le postazioni di vendita su suolo pubblico (mercati, bancarelle, camion-bar, chioschi ecc.), includendo tra le “risorse naturali limitate” anche i terreni di stazionamento. Ma che vuol dire, in parole povere? La direttiva introduce l’obbligo di partecipare a dei bandi di gara per il rinnovo delle licenze di utilizzo del suolo pubblico, rendendo di fatto più rigido il sistema autorizzativo e cancellando la proroga automatica dei titoli autorizzativi scaduti. Una bomba per le circa 200mila imprese e i 400mila lavoratori che temono di dover concorrere con i grandi colossi stranieri, ammessi a partecipare alle gare. Migliaia di piccoli lavoratori che rischiano di perdere tutto. Una questione che riguarda tutto il Paese, ma che diventa di vitale importanza per le aree turistiche dove si concentrano il numero maggiore di piccole imprese ambulanti e stagionali alle quali, fino ad oggi, i Comuni rinnovavano l’autorizzazione senza gara. Quindi intere famiglie che da anni vivono di queste piccole imprese ambulanti saranno costrette dal 2017, a dover competere in gare aperte agli stranieri,  per l’aggiudicazione del suolo pubblico. E i Comuni sono chiamati a correre ai ripari. A Roma e Torino gli ambulanti sono scesi in piazza per difendere quello che considerano un diritto dei venditori storici e le amministrazioni stanno studiando tutte le possibili soluzioni per “garantire” le piccole imprese presenti sui propri territori. Alcune amministrazioni pensano di poter inserire nei bandi di gara dei meccanismi di “premialità” o di “anzianità”, una strada impervia e a rischio ricorsi e denunce che potrebbero far saltare le gare, renderle illegittime e bloccare imprese e lavoro. Al contrario, una strada possibile è quella intrapresa dal Comune di Torino la cui amministrazione ha deliberato di chiedere al Governo di escludere dall’applicazione della direttiva Bolkestein gli operatori ambulanti su area pubblica o di prorogare almeno fino al 2020 l’applicazione della normativa. Tuttavia, nelle more della decisione del Governo, dovendo avviare le procedure di selezione per il rilascio delle concessioni  su area pubblica, sempre il Comune di Torino ha disposto, con la stessa delibera, di cristallizzare la situazione durante il periodo del bando, sospendendo fino a settembre 2017 le “istanze di miglioria, frazionamento, scambio posto, cambio settore merceologico ed ogni altra richiesta che riguarda le concessioni”. Anche altri Comuni grandi e piccoli hanno seguito la strada intrapresa dall’amministrazione comunale torinese, che coinvolge l’ANCI e investe il Governo centrale su una soluzione parlamentare immediata. Naturalmente l’efficacia di questa soluzione ha necessità che tutte le migliaia di Comuni deliberino su questo e facciano arrivare una voce sola fino alle porte di Palazzo Chigi.

 

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