A La Maddalena (OT), la burocrazia elefantiaca e paralizzante ci seppellirà

spalmatore

Riprendiamo il filo di una riflessione partendo dal caso di Spalmatore. Sono circa quattro anni che vivo a La Maddalena e ancora non ho mai visto, né scritto, di novità positive, salvo l’intraprendenza di pochi privati, che abbiano migliorato il territorio, adeguato la viabilità estiva soprattutto a Caprera, reso le isole più accoglienti, dato ai turisti la sensazione di stagioni invernali trascorse a modellare le offerte estive verso una qualità sempre più alta. E se faccio mente locale su cosa è cambiato da quando sono qui in pianta stabile mi rendo conto di una condizione dell’intero patrimonio sempre più piegata sotto i colpi di una burocrazia asfissiante e inconcludente che va a braccetto con un sistema giudiziario che non riesce a difendere e proteggere i cittadini allo stesso modo in cui difende e protegge, in nome della legge, chi è sospettato di delinquere. E Spalmatore, oggi, rappresenta un simbolo di questa condizione. Un luogo straordinario, di una bellezza malinconica e antica, alla mercè, non di scorribande di imprenditori famelici, ma di impiegati zelanti, amministrazioni che non comunicano e contenziosi sempre più completamente nelle mani di professionisti del Foro e di una giurisprudenza concentrata sul rispetto della legge e basta. La giustizia oggi dirime, risponde e sostituisce una gestione politica e amministrativa che si defila e si arrocca nei meandri più nascosti di uffici inavvicinabili e prepotenti. L’incomunicabilità diventa sostanza e ricade come un macigno sulle azioni e le relazioni della comunità. Oggi è il cantiere sotto sequestro di Spalmatore destinato a sottostare ai tempi biblici della magistratura (leggi area dell’ex Arsenale, club Mediterranee, ecc. ecc.), ai cavilli legali, a un sistema ormai completamente deviato, domani sarà qualche altra ipotesi di riadattamento e ristrutturazione da qualche altra parte. E’ una morsa feroce per noi cittadini tra la volontà dei singoli di fare, proporre, programmare, migliorare e la paralisi di amministrazioni che dovrebbero tenere insieme e autorevolmente dirigere la programmazione e il miglioramento dell’intero sistema.  Naturalmente verrò tacciata di grillismo perché ormai ogni qualvolta si tenta una critica anche ben articolata e convincente sulla pratica politica e gestionale dei nostri dirigenti, si viene accusati di populismo nel senso di atteggiamento demagogico che “liscia” le classi popolari per farsele amiche. La mia critica è sì populista ma, nel senso di democratica. Fare in modo che si torni a dare la priorità agli interessi della popolazione e ad amministrare con uno sguardo più comprensivo e più vicino alle esigenze di tutti. Solo così si potrà tentare di sconfiggere quel sistema burocratico elefantiaco e paralizzante. Con il concorso di ognuno verso un miglioramento collettivo.

 

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