A La Maddalena (OT) è florida solo l’economia del precariato, in un contesto di ricchezze enormi

porto-la-maddalena-sardegna

Ieri, in un confronto via web con un giovane maddalenino, ho avuto ben chiaro il disagio e il profondo malessere di questi ragazzi e ragazze, costretti a emigrare come e peggio dei loro nonni , e arrabbiati con chi, in questo paese, si è adagiato su un sistema assistenziale, sufficiente a se stesso, dove questo se stesso, è rappresentato dai pochi lavori pubblici, in cui però si entra ancora e solo per cooptazione diretta. E allora mi sono chiesta: ma c’è a La Maddalena un assessore al Lavoro? Ovvero, c’è una figura istituzionale che possa mettere in campo per i giovani del posto, opportunità di lavoro legate al territorio, alle ricchezze di questo luogo, alle opportunità, che sono tantissime e che potenzialmente non attendono altro che di essere messe in campo? Ormai anche io che vivo qui da poco tempo, mi sono resa conto, purtroppo,  che non c’è a La Maddalena una cultura della comunanza e della unione su progetti comuni. Ognuno “balla da solo”, perché ha sempre agito individualmente,  e di ciò i giovani sono le vittime principali, un po’ allo sbando, costretti a subire lavori stagionali mal pagati e temporanei e a trascorrere gli inverni a spasso, con un minimo di disoccupazione, quando va bene! Ma cosa c’entra con l’assessore al Lavoro? C’entra, c’entra. Perché è emblematico di questo stato di cose, non ritenere necessaria una figura importante per mettere in campo il primissimo impegno di ogni amministrazione pubblica: la possibilità di creare lavoro soprattutto per i più giovani, i quali a loro volta produrranno un’economia agiata per tutti. E così in un ciclo virtuoso che porti benessere diffuso. Tanti anni fa, in un paese di mare del nord Italia, un politico innamorato della sua terra ha realizzato cose che potrebbero, se studiate, servire a chiunque voglia fare del proprio paese un migliore sistema economico, sociale e culturale.  Anche in quel paese la popolazione era stata decimata dalle partenze di vecchi e giovani e chi era rimasto si arrabattava d’estate e vivacchiava d’inverno. Ma lui, profondo conoscitore di ogni sasso e di ogni granello di sabbia, ha saputo, perché credeva ciecamente nelle potenzialità della sua terra, appassionare i giovani in cooperative sociali per raccontare i propri luoghi, abitare e rendere produttive le strutture abbandonate sul territorio, per coltivare i terreni a vigna che poi, in seguito, hanno prodotto vini esportati in tutto il mondo, per coinvolgere tutti gli abitanti del paese in un’offerta di turismo diffuso che ha consentito l’accoglienza di un milione di turisti all’anno. E questo, ciò che deve fare una buona politica. Ed è un peccato che tutti i giovani maddalenini eredi diretti di gioielli preziosi come sono le isole dell’arcipelago, non possano beneficiarne e contribuire a rendere ancor più pregiati e attraenti questi posti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *