A cosa servono i piccoli ospedali di Roberto Capelli

Ieri nelle sovraffollate praterie di Facebook abbiamo trovato un interessante post di Roberto Capelli che ci pare opportuno portare all’attenzione di quanti abbiano veramente e non per scopi elettorali a cuore le sorti dei piccoli ospedali. La considerazioni del signor Capelli potrebbero essere un valido spunto anche per le azioni da intraprendere se si vuole effettivamente che i piccoli presidi non vengano lasciati morire perchè salvano molte vite.

Questo il contenuto del post:

Ieri sera mi sono trovato,per puro caso, al Pronto Soccorso di Olbia mentre arrivava un giovane accompagnato in ambulanza dai volontari del 118. Incidente in auto . Accesso alle ore19.41. Visita alle ore 21.20 . Codice attribuito: giallo.
Eseguiti accertamenti radiologici ( sospetto diagnostico trauma addominale). Ad Olbia un delirio di gente. Ambulanze che vanno e vengono….. Dirigenti medici in servizio: 2, dico 2! Infermieri in servizio 2, dico 2! Olbia conta 60.000 residenti + i 150.000 del territorio+ c/a 150.000 turisti in ferie ad Olbia ed hinterland in questo momento.
I medici erano trottole. Gli infermieri anche…
Ascolto un po’ di ragionamenti. C’è una signora trevisana con la suocera 86enne che 10 ore prima è caduta provocandosi ematomi sul viso ….. Il signore pisano la cui moglie lamenta dolore all’ addome, già trattato con farmaci dalla guardia turistica, ma senza successo….. C’ è la signora bolognese con una bombetta ferita ad una mano che attende la risoluzione del codice verde dalle 7. Ora sono quasi le 22.
Poi tante tante altre persone, bambini, anziani che attendono rassegnati.
E le ambulanze continuano ad andare e venire…
DUE MEDICI, DICO, DUE MEDICI IN SERVIZIO CON 4-5 CODICI ROSSI, 6-7 CODICI GIALLI ED UNA LISTA DI ATTESA DI 56 PERSONE.

DA DOVE INIZIAMO A RAGIONARE?
Dall’ attribuzione e l’ esito (inteso come servizio) degli stessi?
Dall’ impossibilità di far fronte ad un carico di lavoro che dovrebbe essere espletato almeno dal doppio degli operatori per rispettare la tempistica prevista per l’ attesa?
Dalla totale assenza di strutture intermedie ( vedi case della salute) ove i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta ed i medici di continuità assistenziale collaborino e fungano da filtro per le cosiddette emergenze , che emergenze non sono?

DITEMI, DA DOVE DOBBIAMO INIZIARE A RAGIONARE?

LA TRISTE REALTÀ È CHE , A FRONTE DI TROPPA DISORGANIZZAZIONE, A RIMETTERCI È SEMPRE IL PAZIENTE ( e parliamo di salute).

Oggi, lo stesso ragazzo da me contattato si è recato a Tempio con richiesta URGENTE di visita otorino per sospetta frattura scomposta del setto nasale.
Al 6° piano del piccolo nosocomio, dopo aver pagato il ticket, viene visitato nel giro di un’ora.
Anche li persone che attendono, per la visita programmata e per rispondere ai quesiti diagnostici in urgenza.
Sebbene siano presenti almeno una diecina di persone, il tutto scorre liscio ed in tempi rispettabili. In ambulatorio ci sono 2 medici, uno dei quali copre anche l’ esigenza interna nella struttura per i ricoverati. Immagino che gli altri siano in sala operatoria…

Tempio ed il suo tertitorio contano 35. 000 ab residenti e probabilmente altrettanti turisti. Nel caso dell’ unità operativa di otorino, copre anche il fabbisogno di Olbia.
Tutto è dimensionato alle esigenze. La straordinarietà viene vissuta serenamente e non in “stato di guerra” come purtroppo sono costretti a viverla gli operatori di Olbia: sottodimensionati rispetto alle esigenze richieste.
MI CHIEDO E VI CHIEDO: SE NON CI FOSSERO QUESTI PRESIDI ” FILTRO” COME TEMPIO, OZIERI , ALGHERO……COME SI FAREBBE?
AI POSTERI L’ ARDUA SENTENZA.

Specifichiamo che, come testimomia lo screenshot della richiesta di liberatoria pubblicata qui sotto, che tra l’autore del presente post e il signor Roberto Capelli (che ovviamente ringraziamo) non c’è nessun rapporto nè di amicizia nè di conoscenza personale nè di nessun altro tipo.

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