Daily Archives: 14 ottobre 2018

A La Maddalena si comincia a fare sul serio

Se il Parco non batte nessun colpo, come sedato dalla troppa inerzia, e il Comune si preoccupa della chiazza di carburante nel Mediterraneo voltando la faccia alle gravi fonti di inquinamento, erosione, disfacimento a cui sono soggette le isole dell’Arcipelago, una parte degli abitanti de La Maddalena, la più sana, inizia ad alzare la voce. Si è cominciato con l’occupazione dell’ex ospedale Paolo Merlo che vede impegnate, a rotazione, mamme, scolaresche, insegnanti, commercianti, tutte quelle persone per le quali la mancanza di un sistema sanitario efficiente, ancora significa qualcosa di gravissimo. E si continua con un post su un social network di un operatore turistico maddalenino, Marco Cuccu, che già in passato ha mostrato insofferenza per l’andazzo incontrollato che stagione dopo stagione sta mettendo in ginocchio la proposta turistica dell’Arcipelago. Marco Cuccu affonda (è proprio il caso di dirlo) il dito nella piaga della pressione antropica che nella stagione estiva costringe le isole ad un impatto devastante per la delicata fragilità di un’area che andrebbe custodita e protetta oggi per dare ricchezza anche domani. I numeri sono inclementi: ogni giorno arrivano nelle isole circa 2.260 turisti trasportati dagli operatori frontalieri del traffico, ai quali si aggiungono circa 2.000 turisti degli operatori residenti a La Maddalena, oltre alle barche a noleggio e locazione che triplicano questi, seppur enormi, numeri.  Vogliamo fare un totale senza spaventarci? Circa 5.000 persone ogni giorno calpestano le spiagge dell’Arcipelago senza che nessuno si preoccupi di affrontare il problema. E propone un piano Cuccu, visto che ancora il Parco non nè ha messo in cantiere nessuno con un colpevole ritardo. Un piano che possa, attraverso “nuove regole di fruizione sostenibile – così come scrive” servire ad “avviare quel processo di pianificazione più volte auspicato dall’Ente Parco e non ancora iniziato”. Partendo dal presupposto che “l’ambiente integro è per il turismo un forte motivo di attrattiva” e come turismo e ambiente siano strettamente connessi e che la natura e la biodiversità, se non sono gestite in modo corretto, possono essere seriamente danneggiate da uno sviluppo incontrollato del turismo” e “alla luce delle diverse criticità registrare in questi ultimi anni “a danno del nostro Arcipelago per l’incontrollata pressione antropica, dovuta soprattutto, al numero sempre più crescente d’imbarcazioni adibite al noleggio occasionale e all’abusivismo che colpisce il settore della nautica professionale locale” Cuccu prova a proporre la creazione di nuove regole di fruizione sostenibile dell’ Arcipelago di La Maddalena “per le stagioni future”. La prima, la più importante è l’istituzione della porta del Parco sull’isola di La Maddalena. Si continua con “istituzione del numero chiuso per le imbarcazioni dei non residenti nell’area Parco, per il noleggio occasionale, la locazione e il diporto; numero chiuso per tutelare alcuni arenili e installare dei tornelli d’ingresso nei punti principali di sbarco per monitorare la regolare pressione antropica; applicazione in maniera imparziale delle misure di salvaguardia ambientale di cui all’allegato “A” del D.P.R. 17 maggio 1996 che fissa a 3800 il numero massimo di passeggeri (traffico, noleggio e locazione), che possono sbarcare giornalmente nelle isole, esclusa La Maddalena. Ricordando di riservare il 75% di tali passeggeri, agli operatori residenti nell’area Parco; rielaborazione e ottimizzazione degli itinerari delle unità traffico passeggeri tenendo in debito conto la dimensione degli arenili, orari, numero si soste, lunghezza fuori tutto, stazza lorda e reale portata delle singole unità; censimento e limitazione di tutte le attività di noleggio, locazione e noleggio occasionale degli operatori non residenti nell’area Parco”. Inoltre la proposta Cuccu non dimentica la vocazione ecologista e sostenibile che gli operatori nautici dovrebbero iniziare a perseguire responsabilmente: “ impegnarsi a non utilizzare più prodotti di plastica nella fornitura del servizio di ristorazione a bordo; divieto di fumare sulle spiagge; creare nuovi servizi sulle isole, attraverso la stipula di apposite convenzioni; limitare sull’Isola di Caprera il traffico dei veicoli a motore dei non residenti; creare per l’isola di Caprera un servizio di mobilità a basso impatto ambientale attivando apposite convenzioni con gli operatori locali; istituire dei corsi di formazione e aggiornamento per gli operatori del mare sulle diverse tematiche ambientali; rendere noti e trasparenti i dati della bigliettazione e del carico antropico sulle isole”. Un vero e proprio diario di bordo che impegni le istituzioni dormienti, ma anche, e soprattutto, attivi lo spirito di comunità che latita da queste parti dove il motto più seguito è: ognuno pensi per sé.

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